L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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ADOLFO VENTURI

Nello scomparto successivo, Dio separa le acque dalla terra, scatenandosi con enfatico
impeto dalla nera grotta del manto formata di vortici e popolata da atletiche forme di
cherubini. L'avanzata irresistibile di quella tonante nuvola, il formidabile aggetto della
massa erompente, mostra, in confronto ai più antichi quadri della volta, il cammino trion-
fale percorso da Michelangelo, di zona in zona, verso libertà scultoria, creazione di
effetti dinamici. La massa gigantesca, dominata dalla lampeggiante testa di Dio, vola
sulla piana distesa dell'oceano, sospinta nello spazio dai venti, tra luci di folgore, dis-
serrandosi con violenza dal suo nicchio di ombre.

L'ebbrezza della creazione, che trasporta traverso lo spazio la rombante figura del-
l'Eterno, invade anche i nudi seduti sulle basi marmoree. Uno di essi rotea sul suo sga-
bello puntellandosi al nastro teso del festone; un secondo, magnifico, in preda ai venti
dell'oceano che passano rumoreggiando sul suo capo e stirano la folta capigliatura come
ciuffo d'erbe nell'uragano, indietreggia con foga paurosa di rematore che lotti contro
le onde e lanci nello spazio disperate grida di richiamo; un altro, con le braccia
incatenate e la persona schiacciata come sotto un formidabile peso, curva la testa
oppressa, gira occhi folli di orrore e unisce il suo grido atterrito a quello del compagno;
l'ultimo, figura satanica, apre la bocca a un grido faunesco raccogliendo con istantanea
elasticità di scatto le membra per un agile balzo nel vuoto. Ritmo saltellante di musica
selvaggia, nelle braccia sollevate, nel corpo sospeso, nei zig-zag fulminei della chioma,
ardore demoniaco negli occhi appannati. Il grido dei giganti, che a vicenda si pro-
tendono flagellati dal vento del mare, o si curvano come sentendo ruinar sulle proprie
spalle la formidabile valanga che avanza dal ciclo, o celebrano senza gioia selvaggi bac-
canali, accompagna il rombo del blocco di Dio e degli angeli che inoltra « bucando »
con forza irresistibile il soffitto. In rapporto col progressivo effetto di movimento, la
individualità delle masse si accentua.

La composizione della zona successiva verso l'altare trae il suo irresistibile impeto
dal movimento contrario dei due gruppi: avanzata e fuga. Avanzata dell'Eterno, che
spalanca le braccia a formar col tocco del suo dito magnetico i globi sospesi della Luna
e del Sole e scrolla la burrascosa testa di Mosè; fuga dell'angelo messaggero, che sembra
sfondare, con l'impeto da catapulta del massiccio corpo lanciato nello spazio, il soffitto
della sala. La simultaneità fra il comando che lampeggia nei foschi occhi dell'Eterno e
la creazione dei globi luminosi è accentuata dal fulmineo contrasto tra i movimenti di
quelle masse che fendono l'aria.

Nell'ultimo quadro verso l'altare, Dio separa la luce dalle tenebre: l'Eterno è un tur-
bine fra i vortici di luce e d'ombra che il suo corpo lanciato diagonalmente nello
spazio separa; in uno tra i dischi a monocromato che adornano la cornice marmorea
del quadro, Elia si leva sopra il carro del fuoco nelle regioni del Sole. E le masse di
ombre e luci turbinanti intorno a Dio lancian baleni sui nudi circostanti, i più vivaci,
non per l'atteggiamento, ma per la vicenda passeggera delle chiazze di sole tra l'ombra:
la luce lotta con le tenebre sulle carni di bronzo. Improvvisi lampi — gli abbacinanti
fulgori metallici che sostituiscono nella pittura di Michelangelo il colore — si riper-
cuotono soprattutto sul nudo lucente di un bellissimo efebo puntellato al piedistallo
in una complicata torsione di gambe e torso, e sopra una gigantesca cariatide che si
getta violentemente di lato, seguendo con la robusta curva del fianco lo scroscio delle
dorate ghiande dal cornucopio ricolmo. Magnifico fra tutti per la potentissima indivi-
dualità del blocco marmoreo che, rigirando sopra se stesso, si stacca dalle pareti, come
masso gigantesco che stia per franare improvviso dalla vetta di una montagna, esso
dimostra di quale nuova libertà scultoria Michelangelo faccia strumento la pittura. Il
diapason dell'agitazione cresce, il grido di guerra si leva sempre più forte traverso la du-
plice fila dei nudi, tra i quali sono le più grandi creazioni del tipo di bellezza michelangio-
lesca, bruciata dalla passione, nata da una razza di giganti e di eroi.
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