Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 3.1897

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LA REGIA PINACOTECA DI TORINO

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profonda armonia e splendore delle tinte si riconobbe giustamente l'influsso del Tiziano. La
composizione è d'una grande finitezza. Il quadro è stato dipinto su una grossolana tela di
lino, ed appunto per ciò i colori vi sembrano più granulosi e pastosi del solito. Di sopra
è stato applicato un pezzo grande, di sotto uno più piccolo.

Anche lo schizzo a chiaroscuro d'una Pietà (n. 430 bis) è forse giustamente attribuito a
van Dyck. Gli altri quadri, che vanno sotto il nome di van Dyck, sono soltanto imitazioni o
copie, come i numeri 400 e 402 della Sala XIY.

La sua guida e maestro P. P. Rubens è di gran lunga assai men bene rappresentato,
quantunque non vi sieno meno di sedici dipinti attribuiti a lui od ai suoi lavoranti. Ma di
tutti questi soltanto l'ingegnoso abbozzo coll'apoteosi d'Enrico IY par genuino (Sala XII,
n. 340). Nell'eremitaggio di Pietroburgo si trova un abbozzo affatto identico.

La mezza figura della Maddalena pentita (Sala XII, n. 343) è solo un'imitazione o copia
(forse da un quadro della Galleria imperiale di Yienna).

La Sacra Famiglia (Sala XIII, n. 393) è pure soltanto della Scuola. Lo stesso vale per
la Maddalena, che, pentita, si prostra dinanzi a Cristo (Sala XIY, n. 409), una riproduzione
del noto quadro della Pinacoteca di Monaco. Una debole copia è pure la Risurrezione di
Lazzaro (n. 416 della stessa Sala), e così anche il quadro coi serpenti di rame (n. 401).
D'uno scolaro è pure l'osceno quadro che rappresenta Susanna fra i due vecchi (n. 431),
comp pure quello rappresentante un soldato con una ragazza (n. 417 bis), ambedue attribuiti
al maestro stesso.

Nella Sala XII si trovano ancora vari altri quadri, non privi d'interesse.

Un paesaggio (n. 327) assai caratteristico di Jodocus di Momper (1564-1633) mostra assai
chiaramente i tre piani delle tinte: il davanti vigorosamente bruno (le figure paiono dipinte
da Jan Breughel il vecchio), il mezzo verde e lo sfondo azzurro-chiaro. Giudicando dal punto
di vista di questa convenzione dei tre toni, bisogna riconoscere che gli aspetti della natura vi
sono resi con molta verità e con una certa grandiosità.

A Paul de Yos è attribuito un quadro di genere con un esattore delle imposte, al quale
un contadino e la sua moglie offrono il loro porchetto. E alla maniera dell'Hermessen, in
uno stile un po' più complicato, ma semplice nel colorito, lumeggiato a bianco e nero. Note-
volmente più probabile appare l'attribuzione allo stesso maestro d'una caccia al cignale
(Sala XIII, n. 372).

Un piccolo quadro condotto con molta cura, rappresentaute l'Adorazione dei pastori,
sarebbe ascritto alla maniera di Hendrik Goltzius. Il Goltzius (1558-1616) lavorava special-
mente come incisore in rame e si è così acquistata una fama mondiale. Molto raramente si
trovano pitture di sua mano.

E di Hendrik Balen uno sdolcinato quadretto rappresentante Maria col Bambino e vicino
Giovanni ancor fanciullo inginocchiato, in un giardino di rose, circondato da angioletti che
colgono fiori (n. 329). Allo stesso pittore appartiene una piccola Pietà (n. 342).

L'interno d'un sontuoso salone signorile (n. 335) d'un caldo tono bruno, con molte
figure nei pomposi vestimenti dell'epoca, è attribuito a Francesco Frank, detto il vecchio. Il
quadro appartiene difficilmente al primo Franz Francken (1542-1616), del quale non si hanno
che uno o due quadri sicuramente accertati. Potrebbe invece essere attribuito al Franz
Francken della seconda generazione, il più conosciuto di tutta quella lunga discendenza di
pittori. 1

Di Jan Breughel il vecchio, si trovano parecchi quadri, ma poco importanti (numeri 333,
334, 341). Migliore di questi sembra la fine Piccola marina (n. 380) ed il Paesaggio con pastori
e carri di contadini (Sala XIII, n. 328).

Il n. 348 rappresenta una chiesa gotica alla maniera di Hendrick van Steenwyck.

1 Questi veramente si è spesso chiamato « Do », den ouden (il vecchio), in contrapposizione a suo figlio Franz
Francken 111.
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