Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 3.1897

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GIOVANNI MORELLI E LA CRITICA MODERNA

A PROPOSITO DELLA NUOVA EDIZIONE ITALIANA DELLE SUE OPERE

Della pittura italiana. Studi storico-critici di Gio. Morelli (Ivan Lermolieff). — Le Gallerie Borghese e Daria
Pamphili in Roma. Prima edizione italiana, preceduta dalla biografia dell'autore, e illustrata da 81 incisioni.
Milano, fratelli Treves, editori, 1897.

T. Idee generali.

chi fra noi si sia applicato a leggere e a meditare il
capitolo intitolato: Concetto fondamentale e metodo,
nella nuova edizione italiana degli studi storico-critici
di Giovanni Morelli, potrà facilmente nascere il dubbio
se non sia un pleonasmo l'epiteto di moderna, ag-
giunto alla parola critica, intesa nel suo proprio e vero
senso, tanto apparisce originale e nuovo quello clic lo
scrittore va ragionando entro la sfera dell'argomento
da lui preso a trattare. La critica infatti, intesa in
questo senso, è per sè stessa moderna, dappoiché il
modo di considerare le cose e i loro rapporti fra loro,
quale si teneva in altri tempi, differisce troppo da
quello al quale ci ha condotti il nostro rimpianto con-
cittadino col suo modo di procedere eminentemente
pratico e preciso. Laonde noi possiamo rallegrarci che
per sua iniziativa sia stato rivendicato al nostro paese
il vanto di avere rialzato il suo prestigio anche in questo campo della cultura nazionale.

E in vero, quando si consideri che l'Italia ha servito da faro alle altre nazioni per
illuminarle coi più nobili esempi nella cultura dell'arte, non era altrettanto desiderabile,
quanto naturale, che in tempi positivi, quali i nostri, sorgesse qualcuno ad esaminare scien-
1 incarnente questo lato glorioso della vita nazionale? Mentre la critica già si e impossessata,
di ogni ramo del l'umano sapere, era equo che trovasse la sua applicazione anche nello
studio dell'arte, ossia delle sue svariate e splendide manifestazioni. Ma come avviene spesso
(die colui il quale è più favorito dalle benedizioni del cielo non è quello che maggiormente
ne sappia apprezzare il valore, così e accaduto che noi ci siamo lasciati vincere dagli stra-
nieri nell'amore e nel fervore dello studio dei nostri tesori artistici. Perchè poi il Morelli,
(piasi immedesimandosi coi nostri vicini d'oltremonte, siasi servito della lingua tedesca per
esporre i suoi pensieri, è chiaro e ormai abbastanza noto. Siccome nella sua critica egli
prende di mira principalmente i letterali tedeschi, così essendo pratico della loro lingua (piasi
al pari della propria, trovò opportuno di ricorrere alla medesima. La ricchezza della lingua

Archivio storico dell'Arlr, Serio 2*. Anno III, fase. II. 1
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