Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 3.1897

Page: 223
DOI issue: DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1897/0259
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
LA CHIESA E IL CONVENTO DI SAN GIOVANNI IN MONTE A BOLOGNA

223

accesso sulla via pubblica. Il compratore agiva per conto dell'imperatore Federico che forse
voleva farne dono ai Padri o fabbricare un forte su quell'altura. Il documento ricorda che
quel terreno confinava a mattina colla via che conduceva alla chiesa e colla chiesa stessa,
a sera e a settentrione colla pubblica via, a mezzogiorno col fossato della città-
li 5 marzo 1178 il Comune e il popolo di Bologna dichiaravano ritenere sotto la loro
protezione le due chiese coi loro padri e canonici. Nel 1204 un Giacomo da Bertinoro fa-
ceva consacrare nella chiesa di S. Giovanni, e precisamente nel paradiso, un altare dedi-
cato al Beato Michele Arcangelo e al Beato Tommaso martire, da Gerardo, vescovo di
Bologna, e lo dotaA^a di una vigna. Del secolo xm le notizie sono più abbondanti, ma
ci limiteremo a ricordare i documenti principali per tracciare almeno le grandi linee
della storia del luogo. Nel 1221, un Rodolfo, priore del convento annesso alla chiesa, fece
fabbricare un nuovo dormitorio pei religiosi: altri documenti frattanto ci assicurano che
fin da quel tempo esisteva una grande androna, che dall'interno della chiesa metteva
sulla via che girava intorno al monastero, allora circondato in gran parte da orti al-
l'estremo della città, più ristretta as^ai dell'attuale. Del 24 gennaio 1283 ci resta un decreto
de* consoli di Bologna che si obbligavano a visitare in corpo la chiesa nel giorno del patrono
e di offrirle 25 lire bolognesi; del 9 giugno 1296 una sentenza del giudice del Vescovo
della città che fissa i limiti della parrocchia di S. Giovanni Evangelista o in Monte. Nel se-
colo xiv i religiosi di quel luogo possedevano già molti terreni circostanti al convento e li
cedevano in enfiteusi. Per avere altre notizie sui lavori eseguiti dai frati bisogna venire
all'anno 1407, in cui le cronache bolognesi parlano di restauri, e al 1440 e 1442, nel qual
periodo si ampliò la chiesa, cercando di ridurla somigliante, nell'interno, al gran tempio
di S. Petronio, il massimo della città e che anche allora rappresentava la maggior gloria
dell'architettura cittadina.1

Non è difficile rendersi conto della struttura della chiesa del xm secolo, dagli avanzi
notevoli che rimangono tuttora.

L'edifìcio fu evidentemente costrutto in quello stile romanico di transizione al gotico che da
noi proseguì più che altrove. Il passaggio tra l'arte romanica e la ogivale in tutta Italia si svolge
più lentamente che in Germania e in Francia, dove, nel Duecento, era già nel suo splendore

10 stile archiacuto. Da noi questa lentezza nel passaggio tra l'uno a l'altro stile tornò a
vantaggio dell'architettura locale, che si perfezionò e produsse i più mirabili edifizi del
medioevo. Quando già all'estero lo stile ogivale era applicato pienamente, in Italia appariva
appena qua e là qualche ogiva e qualche dettaglio del grande repertorio tedesco, ma la
struttura generale, l'ossatura, per così dire, degli edifizi era sempre l'antica. Fu osservato
giustamente che gli Ordini monastici influirono moltissimo sull'applicazione da noi delle
nuove forme architettoniche. Quando in Francia l'architettura vescovile e borghese era già
diventata ogivale, là pure i vecchi Ordini religiosi cisterciensi e benedettini seguitarono a
costruire in istile romanico: in Italia invece (come osservò il sig. Alfonso Rubbiani nella
sua preziosa monografìa sulla chiesa di S. Francesco in Bologna) l'architettura vescovile
perdura bensì romanica, ma l'evoluzione allo stile ogivale è determinata e diffusa dagli
Ordini religiosi. A Bologna, mentre si costruiva la chiesa di S. Francesco (cominciata fra

11 maggio e il giugno del 1246, consacrata nel 1250 e compiuta dieci anni dopo), che par-

1 Giuseppe Guidicini, Cose notabili della città di Bo-
logna, in 4 voi. Bologna, 1869, voi. II, pag. 244 e seg.,
e Miscellanea storico-patria bolognese. Bologna 1872,
pag. 28, 155, 295. V. pure La parrocchiale di San Giovanili
in Monte restaurata ed abbellita nell'anno MDCCCXXIV.

Bologna, Sassi; e 0. Mazzoni Toselij, Memorie risguar-
danti l'antica chiesa di S. Giovanni in Monte. Bologna,
alla Volpe, 1844, ristretto di notizie storiche con alcuni
documenti. Archivio di Stato di Bologna, S. Giovanni
in Monte, Istrumenti : ad ann.
loading ...