Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 3.1897

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284 MARIO MENOTTI

ingenuità e La gioia di vivere, clie si riflette nei vivaci occhi scuri, ci mosti-ano l'artista
alla conquista dell'avvenire: nello scintillar dello sguardo, nella front*1 ampia e spaziosa,
nel complesso dei tratti si rispecchia una grande e vigorosa intelligenza.

Il naso è dritto, elegante, la bocca piccola e rosea, il labbro inferiore sporge lieve-
mente: gli occhi fortemente tagliati a mandorla, gli danno un carattere spiccatamente
lialnmingo.

1 capelli ricciuti, di un castano fulvo, hanno intensi riflessi dorati; mal divisi sulla
fronte cadono in ricci disordinati di qua e di là e fanno risaltare la carnagione morbida
e pallida.

L'insieme ha qualcosa di gracile, di femmineo, ma. i lineamenti nobili rendono il viso

VAN DYCK - ECCE HOMO - Museo del Prado, Madrid

simpatico ed originale. Inoltre sappiamo che non era molto alto, piuttosto magro, e le membra
aveva ben proporzionate.

In nessuno dei vari autoritratti, che conosciamo dell'artista, egli fu tanto severo con se
medesimo.

11 desiderio di riprodurre con la maggior fedeltà la sua immagine, fece sì ch'egli esage-
rasse i tratti più caratteristici della sua fisonomia; ecco perchè tutti gli altri ritratti ci
mostrano un Yan Dyck più avvenente, più delicato ed elegante, il vero Yan Dyck.

Nella tela di Londra egli appoggia mollemente il braccio destro su qualche cosa che
non si vede e la mano cade abbandonata.

Anche come dipinto il ritratto non va esente da mende; vi si nota povertà di partico-
lari, che potrebbe parere difetto di fantasia e d'esperienza, mentre il colorito è energico e
la figura ò messa in rilievo da ombre calde e vigorose, senza essere violente.

So che sir Charles Robinson, surveyor ofpictures of the Queen,1 alla custodia del (piale è

1 Debbo questa notizia alla cortesia del conte Ugo Balzani, dell'Accademia dei Lincei, amico del Robinson.
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