L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 1.1898

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LORENZO LOTTO A TREVLSO

Tuttavia le circostanze per le quali il Lotto nell'ottobre 1506 1 si vide costretto a lasciare
in pegno a chi gli aveva fatto le spese i propri effetti di vestiario e di biancheria, poste
in relazione con quanto risulta circa gli atti giudiziali iniziati nell'agosto 1508 2 contro il
parroco di Santa Cristina, Franchino dei Geromei, e i massari della chiesa per conseguire
il pagamento del residuo prezzo della pala, offrono seri argomenti per ritenere che nell'ot-
tobre 1506 egli non l'avesse per anco consegnata.

Come spiegare — se veramente la pala in quell'epoca era già pervenuta nelle mani
del parroco e dei massari — che il Lotto, per ottenere dal suo padrone di casa il permesso
di assentarsi dalla città, sia addivenuto all'atto umiliante ed insieme oneroso di costituire
in pegno i pochi suoi effetti personali, perfino le sue scrittore, e di assumersi durante la
propria assenza il carico della pigione, anziché ricorrere all'espediente di cedergli il proprio
credito verso prete Franchino e i massari?

Consta inoltre che prete Franchino ordinò la cornice della pala nel 10 novembre 1507 ;3
quanto alla data degli atti giudiziali, si ha l'impressione che sarebbe troppo tarda per
ammettere che la commissione sia stata eseguita prima dell'ottobre 1506, mentre era consue-
tudine che il prezzo si pagasse in rate sì, ma non oltre il raccolto successivo alla consegna.

L'atto dell'ottobre 1506 dice chiaramente che il Lotto avrebbe fatto ritorno a Treviso;
nè la sua assenza doveva, nelle sue intenzioni, essere di lunga durata, dal momento ch'egli
accettava di far decorrere dal giorno del contratto la pigione della stanza.

Che sia ritornato non si hanno prove dirette, bensì le indirette ; manca d'altronde la
prova contraria che accerti della sua presenza altrove durante il 1507, come mancano dipinti
che portino la data di quell'anno. Si può ammettere bensì che sullo scorcio del 1507 il
Lotto, dopo consegnata la pala di Santa Cristina, sia passato a Recanati ad eseguirvi la
grande pala, della quale — come si è detto — aveva ricevuta la commissione fino dall'estate
del 1506; da Recanati si sarebbe recato lo stesso anno a Roma, ove esiste una sua tavola
a mezze figure (Galleria Borghese) colla data del 1508 e ove si ha notizia di un pagamento
fattogli nel 9 marzo 1509 per certe pitture eseguite nel Vaticano.

Piacemi infine, per la storia della pala di Santa Cristina, ricordare il testamento 22 feb-
braio 1509 4 di prete Franchino; accennando alla licenza di testare fino alla somma di
quattrocento ducati concessagli nel 29 aprile 1504 dal vescovo dei Rossi, sotto condizione
di disporne un terzo a favore della chiesa di Santa Cristina, Franchino dichiara che si ritiene
dispensato dal beneficare ulteriormente la chiesa suddetta, per la quale aveva già speso
oltre cento ducati in faciendo Ecclesiasti ipsam de novo, campanile illius, computala etiam
palla altaris magni; spese tutte che probabilmente il parroco di Santa Cristina avrà cominciato
a sostenere dopo la licenza del vescovo, forse per dimostrare la propria deferenza a colui
che nello stesso testamento ricordò con un legato di dieci ducati e chiamò suo signore e
benefattore [domino et benefactori sito).

Queste le opere giunte sino a noi che attestano dell'attività artistica di Lorenzo Lotto
durante la prima sua dimora a Treviso.

E nella natura delle cose che qualche altra — delle minori — sia andata smarrita. Tale
il ritratto del poeta laureato trivigiano Gerolamo Bologna, del quale esiste una riproduzione
a stampa. 5

Il Bologna ha la fronte coronata d'alloro, porta un'ampia zimarra coi risvolti di vaio
e tiene nelle mani un volume delle sue poesie. Nell'atteggiamento e nello sguardo pensoso
del poeta si riscontra una certa affinità con altri ritratti del Lotto.

Può darsi fosse del Lotto anche una piccola Pallade che l'Augurerò 6 porta alle stelle

1 Vedi doc. i2°.

2 Vedi doc. 140 e 150.

3 Vedi doc. i3°-

4 Nei protocolli del notaio Giov. Battista da Fener.

5 Supplementi al Giornale dei letterati d'Italia. Ve-
nezia, 1722, II, pag. 115.

6 Op. cit. Carmen, XV.
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