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L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 1.1898

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https://doi.org/10.11588/diglit.24143#0570

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CORRIERI ARI 'ISTI'CI

461

C. Piucco.

calo, ci sarebbe un vantaggio per l'arte, e i ristoratori dell'/A? de France dai forestieri architetti del S. Fran-

non farebbero tanti preventivi, che restano ineseguiti cesco. 1

perchè manca la somma che domandano. Aveva una quarta crociera che fu distrutta quand o
Sin qui non ho parlato e non dovea parlare che di nel 1397, maestro Antonio di Vincenzo eresse il ri-
dipinti. Ma ci sono tanti oggetti d'arte che richiamano chissimo campanile: nella ricostruzione dell'atrio si
l'aiuto degli Enti interessati, per lottare contro il tempo conservarono, addentellandoli al nuovo manufatto, gli
che li distrugge. In chiesa San Giovanni in Bragora avanzi dell'antico, sfuggiti alla demolizione del 1670,
c'è una bella cornice sansovinesca, le cui colonnine, e scoperti recentemente nell'abbattere l'enorme edi-
invece di reggere la trabeazione, si appoggiano alla rìdo con cui, nel secolo xvn, fu guasto tutto il tran-
parete come tanti piccoli ubbriachi. L'Ufficio regionale setto della chiesa verso mezzodì. Nelle pareti dell'atrio,
ha richiamato l'attenzione della Fabbriceria ed ha pre- come in un piccolo museo della fabbrica, si vanno mu-
ventivato la spesa. Ma sinora non ha potuto far altro. rando i frammenti di marmi scolpiti, le terre cotte, le

maioliche, rinvenuti in dodici anni di lavori in S. Fran-
cesco. Rimane solamente, per ultimare questa parte,
di dare una forma architettonica al piano elevantesi
sopra l'atrio; ma qui le difficoltà di vario genere sem-

CORRIERE ARTISTICO DELL EMILIA. brano portare intoppo al proseguimento dei lavori.

Mentre al Rubbiani parrebbe savio consiglio, visto che
Il corriere emiliano offre questa volta notizie di alla risoluzione del problema non sussidiano nè docu-
qualche importanza. menti nè indizi di sorta, preferire un disegno il quale,
Incomincio col ricordare la bella Relazione dei la- abbandonato ogni intento archeologico, si limiti a
vori compiuti dall' Ufficio regionale per la conserva- cercare un decoro architettonico e giovi all'armonia
zione dei monumenti dell' Emilia dall'anno 1892 al 1897, pittoresca del gruppo monumentale, denunziando con
dell'ing. Raffaele Faccioli, direttore dell'ufficio stesso, facile ed estetica sincerità la parte nuova; altri invece
corredata di tavole. Dei principali di quei lavori, ese- propone un concorso agli artisti o un semplice muro
guiti ultimamente, feci cenno nei corrieri precedenti : non decorato, ecc. Terrò informati i lettori del modo
tra i progetti di restauri che potranno aver corso in in cui sarà risolta la quistione : frattanto la Fabbri-
seguito, noto quello per la facciata della chiesa di ceria continua nelle sue ricerche, nella speranza che si
San Domenico in Bologna e dell'annessa cappella dei trovi qualche dato di fatto per estendere al piano ai-
Malvasia, pel quale si attende solo il concorso del zato sull'atrio il restauro.

municipio ; quello per la palazzina della Viola nella In San Petronio si porrà mano presto a una resti-
stessa città, gli altri del palazzo di Caterina Sforza tuzione decorosa della cappella già Vasselli, detta di
in Imola, e della chiesa romanica di Rubbiano presso San Sebastiano (xv secolo), in cui il famoso pavi-
Montefiorino, ecc. mento a piastrelle faentine, gli stalli intarsiati dai De
A P^l—.— ^~u: p5/y«is 'avori Hi restauro, come Marchi, le tempere di scuola ferrarese tutt'attorno e
quelle E_ ^\If^^ I Già- sull'altare, e le belle vetrate dipinte, la rendono forse
conio E *^^J^^ U'UT- la più interessante del tempio. La intelligente solerzia

fido — i^ZfrriKS* Spella della Fabbriceria e del fabbriciere delegato alla ma-

Bari)? E~w rì#flV^ ;eria, nutenzione del tempio, conte Francesco Cavazza, è

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di affidamento almeno della sollecitudine dei lavori,
dei quali avrò a parlare in seguito.

E prima di abbandonare Bologna voglio ricordare
m | i ese- gli splendidi restauri eseguiti dal prof. Pietra (del quale

ricordai nei precedenti corrieri le benemerenze per
l'arte locale) di nove grandi affreschi, larghi circa
metri 2.23, alti 1.70 l'uno, della maniera di Prospero
Fontana, e rappresentanti le gesta di Alessandro il
O | Jociere Grande, levati dalle pareti di un salone, ove eran

rimasti nascosti per la suddivisione dell'ambiente in
più locali, nel palazzo Sanguinetti, già Vizzani-Ranuzzi.
m |, dalle I dipinti, tolti dall'intonaco, sono stati felicemente

trasportati sulla tela e rappresentano un acquisto no-
tevole pel nostro patrimonio artistico. Al prof. Pietra

1 A. Rubbiani, A San Francesco (nel Resto del Carlino di Bo-
C\i | 11UOVO logna, n. 26

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