L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 14.1911

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L’ARTE GIOVANILE DEL PERUGINO

Sull’educazione artistica di Pietro Perugino nulla di certo è noto. Nato nel 1446 a
Castel della Pieve, crebbe, secondo il Vasari « fra la miseria e lo stento » : 1 Si è compia-
ciuto più volte il biografo aretino di rappresentare l’infanzia degli artisti di grido non cu-
rante « di freddo, di fame, di disagio, d’incomodità, di fatica, nè di vergogna, per poter
vivere un giorno in agio e riposo».1 2 E a Pietro Perugino fece dire «sempre e quasi in
proverbio, che dopo il cattivo tempo è necessario che e’ venga il buono ; e che quando è
buon tempo si fabbricano le case, per potervi stare al coperto, quando e’ bisogna».3 Poi
che Pietro era di famiglia di Castel della Pieve s’immaginò che fosse di bassa condi-
zione, il che è contrario al vero,4 e quindi un tapinello « dato dal padre per fattorino a
un dipintore di Perugia ».5 Per chiunque sappia, mercè lo studio delle fonti vasariane, in
qual modo il biografo aretino abbia composto le sue biografie, sarà facile di vederlo qui
supplire alla mancanza di notizie, dar corpo alle ipotesi, e perfino suggerir parole e discorsi
al Perugino.

Da Perugia lo mosse a Firenze dove « venivano, più che altrove gli uomini perfetti
in tutte l’arti, e specialmente nella pittura »,6 perchè spronati da tre cose, dalla critica fatta
ad onore del buono e del bello, dalle necessità del vivere nella ricca città, dalla cupidità
di gloria. E a Firenze Pietro Perugino « studiò sotto la disciplina d’Andrea Verrocchio ».7
Così il Vasari, che forse gli dette quel grande a maestro, sapendo Pietro associato da Gio-
vanni Santi a Leonardo da Vinci nei versi :

« Due giovili par d’etate e par d’amore
Leonardo da Vinci e ’l Perugino
Pier della Pieve ch’è un divin pittore ».

Solo nello studio del Verrocchio, dovette pensare il Vasari, i due giovani artisti della
stessa età dovettero incontrarsi, e come Leonardo, così il Perugino avrà avuto Andrea del
Verrocchio a educatore. Di tutte queste supposizioni del biografo rimane probabile che
la educazione di Pietro Perugino siasi fatta a Firenze, l’arte di lui avendo addentellati
con la fiorentina e non con l’arte locale: non con Benedetto Bonfigli che alcuni gli asse-
gnarono a maestro,8 non con Niccolò da Foligno che altri gli dettero a guida nei primi
passi dell’arte, e infine non con Fiorenzo di Lorenzo, che il barone di Rumohr e poi
Giovanni Morelli, indicarono come ispiratore del giovane artista.

1 Vasari, Le Vite (Ed. Sansoni, 111, 1878, pag. 565
e seg ).

2 1d., id. (Ed. sudd., id., pag. 566).

3 Id., id. (Ed. sudd., id., pag. 566).

4 Cfr. nota 1 del Milanesi alla pagina suddetta.

5 Vasari, c. s., pag. 566,

6 Id. id. (Ed. sudd. id. pag. 567.

7 Id. id. (Ed. sudd. id. pag. 568).

8 Vedi a questo riguardo l’avvicendarsi delle ipo-
tesi sulla educazione del Perugino, raccolte dall’ab-
bate Brovssolle : La jeunesse du Perugin et les Ori-
gines de l’École ombrienne. Paris, 1901,
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