L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 14.1911

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UN UMILE PITTORE DEI PRIMI DEL CINQUECENTO

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alla Madonna col Fanciullo della lunetta nel chiostro della ex-Badia aretina per togliere ogni
dubbio in proposito ; è opera questa però più evoluta nelle forme, nel trono, elaborato, che
posa non in aperta campagna, ma su di un pavimento a legno; ed il paesaggio limitato
allo sfondo di monti che si sperdono lontani, lascia il posto ai due graziosissimi angioli
dalle tuniche rosee svolazzanti, nei quali è pur vivo il ricordo di quelli che Bartolommeo
della Gatta dipinse nelle pale di san Rocco, alla Pinacoteca d’Arezzo. Ricordo infine raf-
fresco trasportato dal muro d’un tabernacolo campestre nel tempietto della Consolazione
presso Castiglione e raffigurante la Madonna col Bambino. Il Mancini lo attribuì senz’altro

Fig. 3 — Angelo dì Loréntiiio : La Maddalena e due Santi
Arezzo, Chiesa di San Domenico (Fot. Alinari).

a Luca Signorelli ;1 a me sembra invece che risenta dell’arte di Angelo da Lorentino ed è
uno di quei troppi lavori che ingiustamente si sono dati al pennello del grande cortonese.

Esaminate tutte queste opere, siamo in grado di avere un concetto esatto dell’arte del-
l’umile maestro d’Arezzo; arte modesta quasi sempre ugualmente ripetuta nelle forme, negli
atteggiamenti e nei soggetti, arte di un pittore che fortemente attaccato alla tradizione,
operava in ritardo. Per questo a lui si inspirarono gli artefici campagnoli ed era naturale
perchè più facilmente lo comprendevano di un Pecori non equilibrato e di un Soggi su-
perbo della sua arte peruginesca e pretensioso di rivaleggiare con Andrea del Sarto !

1 Mancini G., op. cit., pag. 140.
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