L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 14.1911

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BIBLIOGRAFIA

RECENSIONI.

Le Musée des Aris decorati/s : Le Bronze,

publié sous la direction de M. LOUIS MEX-
MAN. Longuet, éditeur. Paris, 1910,

Se si volesse confrontare il Ferro al Bronzo ed
esprimere in una parola ciò che caratterizza l’uno
e l’altro, si potrebbe dire che il ferro è essenzialmente
il metallo dell’attacco e della difesa, ed il bronzo il
metallo dell’ornamento.

Per la sua rigidezza e la sua solidità il ferro è stato
impiegato per tutte le chiusure, le porte, le inferriate,
i cofani, e per tutte le armi, le spade e gli scudi ; il
bronzo a causa della sua finezza, della sua grana e
della sua pieghevolezza, è stato serbato per i lavori
artistici. Il ferro è il metallo dell’operaio, il bronzo
dell’artista ; il ferro è utile, il bronzo è metallo di
lusso ; col ferro si fanno le porte dei castelli medioe-
vali, col bronzo Ghiberti crea le porte del Battistero
di Firenze.

Però il ferro fu sopratutto il metallo del Medio-
evo, ed il bronzo il metallo della Rinascenza. Il xin se-
colo fu l’epoca dell’arte del ferro; il bronzo regna so-
vrano invece dal xv al xvm secolo. Ricercatissimo fin
dal xv secolo per i lavori di grande statuaria, il bronzo
diviene sempre più il metallo preferito per opere de-
corative, raggiungendo, in questo genere, il suo mas-
simo grado di splendore in Francia durante il xvn ed
il xviii secolo. Ma è in Italia che bisogna ricercare
il suo punto di partenza. Il ferro, si può dire, non ha
una patria esclusiva. Non si saprebbe precisare in quale
nazione debba ricercarsi nel Medioevo la sua preemi-
nenza ; e forse, le nazioni del nord, in quest’epoca più
fortemente costituite dell’Italia, più guerriere, più
preoccupate del problema dell’attacco e della difesa,
hanno creato opere di ferro più numerose e più im-
portanti di quelle che si produssero in Italia.

In Italia, al contrario, nel xv secolo, nella ricca
civiltà toscana, vedremo il bronzo predominare rapi-
damente. Sono i fiorentini, per i primi, a fare un largo
uso di questo metallo allora sì costoso. E potrebbe

dirsi che il fatto capitale il quale sta per intervenire
a profondamente separare l’arte del bronzo da quella
del ferro, sia l’apparizione della figura umana. D’ora
innanzi si potrà attribuire alla rappresentazione della
forma umana una preponderanza che la finezza del
bronzo permette, e che era negata alla rozzezza del
ferro. Per la stessa ragione noi vedremo un prodigioso
sviluppo di tutte le ricchezze ornamentali.

Al principio del xv secolo in nessuna parte del-
l’Europa si trovano opere che possano rivalizzare con
le opere italiane, con le Porte del Battistero di Fi-
renze di Ghiberti, con l’Altare di Padova di Donatello,
con le Tombe di Sisto IV e di Innocenzo Vili di
Pollaiolo, con l’Incredulità di San Tommaso del Ver-
rocchio, con le statue equestri di Gattamelata e di
Colleoni ; e più tardi, nel xvn secolo, il Tabernacolo
di San Pietro del Bernini, sarà il più importante la-
voro in bronzo da noi conosciuto.

Alla fine del xvi secolo Giamhologna, in Italia, fece
di quella del bronzo un’arte che potrebbe chiamarsi
industriale. Egli utilizzò il bronzo non più per le opere
ornamentali soltanto, ma per le statue di piccole di-
mensioni, per opere destinate ai salotti degli amatori;
e da allora il bronzo penetrò in tutte le dimore, non
solo sotto forma di piccole statue decorative, ma sotto
tutte le forme del mobilio, nei cofani, le tavole, i seggi,
le pendole, ecc.

11 volume sul Ferro, pubblicato precedentemente
dal Museo delle Arti decorative, non poteva che in
modo assai imperfetto darci conto del posto occupato
anticamente da quel metallo. Un Museo non può rac-
cogliere le grandi opere gigantesche fatte per le Cat-
tedrali ed i pubblici monumenti ; per il bronzo, invece,
è possibile di riunire collezioni più complete, ed il
Museo delle Arti decorative ha potuto raggruppare
un complesso svariatissimo ove può ammirarsi qual-
cuno degli oggetti più belli che siano mai stati creati.

Il Molinier ha già pubblicato un bellissimo libro
sull’arte del bronzo, nel quale possono trovarsi molte
riproduzioni di opere, ma in gran parte ad un solo
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