L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 14.1911

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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO

Opere bibliografiche e didattiche.

94. Gusman (Pierre) L ’art décoratif de Rome de
la fin de la République au IV siècle. 2e serie. — Paris,
Morel, Eggimann successeli r.

L’Arte ha già dato conto di questa splendida pubblica-
zione della quale ora sono usciti i due primi fascicoli della
2;l serie sempre condotta con finissimo gusto e con bella
scelta. Solo dobbiamo osservare che a torto fra le cose ro-
mane, è pubblicata la porta di via del Gesù in Roma che
già ne L’Arte fu dimostrata opera della fine del Quattro-
cento.

Storia dell'arte in generale.

95. Beni (Carlo) Guida illustrata del Casentino.
3a edizione. — Firenze, Bemporad, in-160, pag. 495.

Nelle precedenti guide pubblicate dal Beni si lamentava
la mancanza di una dettagliata descrizione ed esatta del-
l’arte del bel Casentino; a questa lacuna egli supplisce nella
terza edizione curata dal Bemporad, la quale di gran lunga
si avvantaggia sulle altre per il numero delle illustrazioni e
per aver con diligenza tenuto conto l’A. degli studi italiani
e stranieri compiuti di recente sulla sua regione. Ricordo
solo una inesattezza: il trittico della Pieve di Bibbiena da-
tato 1435 c semplicemente attribuito alla scuota giottesca
mentre appartiene a Bicci di Lorenzo ed è anzi una delle
sue opere migliori. Per il resto il libro va elogiato e, prov-
visto, coni’ è, di una buona carta, si rende indispensabile a
chi voglia visitare il Casentino. (in. j-.).

96. Campetti (Placido) Catalogo della Pinacoteca
Vaticana di Lucca (nel Palazzo ducale). — Lucca,
Macchi, 1909, in-8°, pag. 97.

Questo Catalogo è compiuto con diligenza e con metodo
scientifico perchè insieme alla descrizione dei singoli oggetti,
dà notizia sulla provenienza e la bibliografia non trascu-
rando neppure recenti pubblicazioni. Così oltre che essere
di utile guida ai profani, potrà utilmente vedersi anche dagli
studiosi.

97. Chiti (Alfredo) Pistoia. — Pistoia, Bagnini,
1910, in-160, pag. 160.

E una utile guida, opportunamente divisa in quattro parti
per essere consultata con maggiore facilità, la quale tien
conto di tutto ciò che Pistoia presenta di notevole e lo il-

lustra con buone incisioni. In genere l’A. è preparato a di-
scorrere della sua città, ma talvolta potrebbe esser più pre-
ciso: così a pag. 25 anziché attribuire alla maniera dei
Caddi un tabernacolo e una annunziazione del Palazzo Co-
munale, poteva darle a Mariotto di Nardo cui spettano come
già scrisse il Siren; e a pag. 28 doveva evitare che il Vaccà
apparisse come artista del secolo xiv! Ad ogni modo, ec-
cettuate queste e qualche altra inesattezza, tale nuova guida
della gentile città toscana merita favore. (m. s.').

98. HuttoN (Edward) In unknown Tuscany. -
London, Mathiew and Co, in-160, pag. 244.

La Toscana ignorata di cui si discorre in questo libro è
quella parte del senese che si stende sotto il Monte Amia!a
simpatica per la sua forte storia e per il misticismo della
sua popolazione d’onde uscì David Lazzeretti. Con piacevo-
lezza l’A, ci conduce per quelle borgate come Abbadia San
Salvatore, Radicofani, Campiglia d’Orcia, Santa Fiora, Arci-
dosso, ed illustra le antiche costruzioni feudali che ancora
vi si vedono e le opere d’arte delle quali dà alcune buone
illustrazioni. (ni, s.).

99. Maughi (J)ott. Aristo) La Certosa di Pisa.
Pisa, Mariotti, 1911.

E questa una completa illustrazione del monumento dalla
sua fondazione ai giorni nostri e l’A. si servì per questo del
ricco cartario del Monastero in particolare e dei documenti
pisani sparsi in vari altri archivi in generale.

Per la massima parte la illustrazione è fatta in riguardo
al'a storia del monumento e dell’ordine, ma contiene anche
frequenti accenni alla storia dell’arte con notizie quasi tutte
inedite per gli artisti che alla costruzione o alla decorazione
della Certosa prestarono l’opera loro.

I maestri di tarsia e di vetri, i marmorari ed i picchia-
pietre che compirono la Certosa intorno al 1400, vi sono
ricordati per ordine. Particolarmente interessante è l’alloga-
zione degli stalli del coro a Jacopo di Marco da Lucca che
lavorò pure d’intaglio e di tarsia nel Duomo di Pisa: in-
fatti questi stalli sono fatti per ordine del Priore su lo stesso
disegno di quelli della Certosa di Firenze col patto che li
superino in bellezza.

Altra parte molto interessante del volume è quella in cui
si tratta l’opera di Bernardino Poccetti nella Certosa, oggi
molto guasta e deteriorata. L’A. pone in dubbio le afferma-
zioni degli antichi illustratori riguardo a molte opere del
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