L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 1.1898

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CORRIERI ARTI STIC r

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ponte levatoio. Si è trovata anche traccia dell'ultimo
piano delle torri che avevano in cima una terrazza,
alla quale si accedeva per una piccola scala nella gros-
sezza del muro, mentre le scale a chiocciola, nell'in-
terno delle torri, finivano all'altezza del tetto del corpo
principale del fabbricato.

Tra i rottami, di cui è riempito il fossato avanti
alla porta, si è rinvenuto un mezzo busto in marmo
vestito alla romana, colla clamide, disgraziatamente
privo di testa. Nella lunetta della porta si sono tro-
vate le tracce dei chiodi che sostenevano questo ed
altri tre mezzi busti.

Degno di singoiar menzione è un frammento di
pavimento tassellato di marmi policromi in una sala
del castello. Il campo si compone di esagoni bianchi,
mentre gli spazi che restano vuoti sono coperti di trian-
goli neri, i quali alla loro volta includono un altro
triangolo bianco, che poggia gli angoli nel mezzo dei
lati del triangolo maggiore.

Dagli angoli del lato minore del trapezio partono
due fregi che, toccando perpendicolarmente il lato
maggiore parallelo, vengono a scompartire la sala in
un quadrato centrale e due triangoli laterali.

Questi fregi sono riccamente decorati di motivi di
stile geometrico, e vi è adoperato il giallo, il verde,
l'azzurro, oltre il bianco ed il nero. L'influenza orien-
tale appare evidente in questa bellissima opera di com-
messo, anzi i due fregi suddetti, per le loro tinte e pel
disegno, potrebbero a prima vista scambiarsi addirit-
tura con la ceramica orientale.

I restauri di Castel del Monte non sono i soli nelle
Puglie che meritano esser menzionati.

A Bari, a Bitonto, a Nardo, a Gioia del Colle si
sono compiuti o stanno in corso importanti lavori ;
altri se inizieranno probabilmente a Giovinazzo, a
Ruvo, ad Andria ed in altre città. Ma di tutti questi
lavori darò ragguaglio nei Corrieri seguenti. Annun-
zierò ora soltanto che il Ministero della pubblica istru-
zione ha disposto che le parti ornative più salienti,
così di Castel del Monte come di altri monumenti im-
portanti delle Puglie, sieno rilevate con calchi in gesso.
E la prossima esposizione di Torino sarà ricca dei
modelli di molte bellissime membrature architettoniche
di tali monumenti, tra i quali i più importanti sono:

Bari. Cattedrale. Intera porta dei Leoni — Aquila
dell'ambone.
» Castello. Stipite della porta di Federico IL
» San Marco. Rosone.
Castel dei. Monte. Pezzo di portale — Un bassori-
lievo — Cornici, mensole, capitelli.
Bisceglie. Santa Margherita. Fregio — Sarcofago del
monumento Falconi.
» Cattedrale. Due capitelli del portale.
Trani. Duomo. Quattro riquadri della porta — Con-
trostipite della porta maggiore.

Trani. Chiesa d'Ognissanti. Quattro capitelli.

» Casa Rubino. Un capitello della bifora.
Bitetto. Duomo. Due capitelli del portale.
Barletta. Santa M aria Maggiore. Due capitelli del

pulpito — Bassorilievo di Simone Raguso.
Molfetta. Duomo. Sei capitelli.
Giovinazzo. Duomo. Bassorilievi e stipiti del portale.
Conversano. Duomo. Sei capitelli delle trifore.
Ruvo. Duomo. Sei capitelli.

Altamura. Duomo. Bassorilievo della lunetta sulla
porta.

Canosa. Duomo. Sedia episcopale.

Gioia del Colle. Castello. Una finestra circolare.

Lecce.

Rinvenimento d'un bassorilievo di scalpello greco. —
Una importante scoperta archeologica è stata fatta non
ha guari in Lecce presso le muraglie dai fratelli Chil-
lino, i quali, nel demolire un muro del giardino di loro
proprietà, raccolsero un bassorilievo che da tempo im-
memorabile stava sull'architrave della porta. Esso è
in, marmo pentelico, quadrato, con m. 0.64 di lato, cir-
condato da un listello rilevato largo circa 3 centimetri.

Il prof. Luigi Viola, che ne ha dato notizia nel pe-
riodico Provincia di Lecce (anno II, n. 43), lo ritiene
di scuola attica, assegnandolo al terzo secolo prima di
Cristo. La rappresentanza si compone di due figure
muliebri che procedono da destra a sinistra verso un
fuoco acceso. La prima indossa il chiton e 1' hìmation
che, retto in alto dalla mano destra, le copre il capo.
Essa è sul punto di arrestarsi presso il fuoco. Il viso
bellissimo e severo con profilo puramente greco, con
capelli ondulati ed avviati all'occipite; il seno ampio
e nudrito e tutte le altre membra stupendamente ri-
spondenti ad un unico concetto, le danno il carattere
di severità e di grazia, e la definiscono, secondo il
chiaro archeologo, una sacerdotessa di Hestia, la dea
Vesta dei Romani.

Invece la figura che segue, nel volto, nell'insieme
del corpo e nella movenza, ha il carattere di racco-
glimento e d'ingenuità giovanile, ed è vestita come
la prima, se non che ha la bellissima testa scoperta,
ed è in atto di avanzarsi sulla punta dei piedi, come
di chi ignora il luogo e la funzione che vi si compie.
Si vede chiaramente che è una novizia nel momento
d'iniziarsi al culto ed ai misteri della divinità.

Accresce l'interesse di questo bassorilievo il fatto
che tale soggetto è poco comune nella plastica greca.
Bellissima è la tecnica, « non sapendosi — conchiude
il Viola — se più ammirare il modo come l'artista
ha saputo trattare il nudo delle teste, delle mani e
dei piedi, dove tutto è sentimento, vita e carattere,
ovvero il panneggio, sia che si adatti su le membra,
rilevandole persino nelle minime parti, sia che am-
piamente si svolga per dinotare il movimento delle
figure ».
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