L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 6.1903

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ANTONINO SAL/NAS

figure a bassorilievo della Madonna e di San Francesco, un piccolo frammento con la testa
del santo che era nella nicchia a sinistra della Madonna (lungo 0.52, largo 0.42) e un fram-
mento d’iscrizione (lungo 0.35).

Della Madonna dirò che per profondità di espressione, per larghezza di forme, per sapiente
fattura di vero bassorilievo, a me pare una delle più belle che esistano in Sicilia. Non si giudichi
della fotografia che ho fatto nelle condizioni più sfavorevoli di luce e si creda pure che è opera
bella, non indegna della mano di Donatello. Ma chi l’ha fatta? Forse Domenico Gagini, che
fu legato di particolare amicizia con la famiglia Speciale? Non mi occupo per ora di questo.
A me adesso preme che il Governo pigli a cuore questa scoperta (poiché dai Municipi poco
c’è a sperare in questo genere di imprese) promuovendo una completa esplorazione del posto
e facendo ben collocare gli avanzi rinvenuti. Sono pezzi che, per la specialità della fattura
loro, hanno bisogno di esser collocati in luce conveniente perchè la bellezza ne risalti, e questo
non potrà ottenersi nell’angusto e mal rischiarato locale di quella Biblioteca. Noto ha chiese
grandi e belle e splendidamente illuminate, e in qualcuna di quelle, con la guida di persone
che abbiano senso di arte, si collochino le disjecta membra del sarcofago Speciale, che è un
insigne monumento di arte e di storia. E a quelle si ricongiungano, all’ombra degli altari,
le ossa del grande netino, le quali non potrebbero rimanere in una biblioteca, come pezzi
di storia naturale, senza grave offesa alla gentile religione dei morti.

L’iscrizione fu copiata dal Gualterio prima che avvenisse la catastrofe. 1

Nei marmi di Noto ne abbiamo qualche piccola parte, e, precisamente, il principio e
un poco della fine ; un altro frammento si trova al Museo Nazionale di Palermo, siccome
mi affrettai a pubblicare nel Giornale di Sicilia, del 19-20 agosto 1901, quando si annunziò
la scoperta fatta a Noto. L’esistenza di questo frammento proveniente dal Museo Astuto,
prova senza dubbio come nella prima metà del secolo scorso si frugasse già, e con qualche
frutto, a Noto Vecchio, negli avanzi della chiesa di San Francesco.

Palermo, gennaio 1903.

Antonino Salinas.

1 Vedi : Siciliae et antiquae tabulae, Messanae, mdcxxiv, pag. 79.
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