L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 6.1903

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A RTE CONTEMPORA NEA

I « SALONS » DI PARIGI.

I può rimanere un po’ sorpresi della rapidità con cui
s’accresce la produzione annuale delle opere d’arte a
Parigi. Ai due Salons ufficiali che presentavano al
pubblico più di tremila quadri e più di mille sculture,
senza contare gli acquerelli, i pastelli, i disegni, le
miniature, le stampe, le litografie e gli oggetti d’arte,
bisognerebbe aggiungere l’esposizione « degli Indi-
pendenti » che raccoglie quest’anno circa 2500 tele, le
società particolari, i circoli, i gruppi e le esposizioni
individuali sempre più numerose. L’immenso sforzo
che tutte queste opere testimoniano l’insieme d’inge-
gno, di speranze e di delusioni che esse rappresentano,
deve rendere assai indulgente e paziente il visitatore,
che finisce con l’essere assalito dalla stanchezza. Che
diverrano tutti questi quadri, tutte queste statue ? Quante opere sfuggiranno all’oblio ?
E questa marea annuale sempre in aumento finirà per portarci qualche perla preziosa di cui
non si perderà il ricordo, quando la fiumana sarà passata?

Ogni anno si pone la medesima questione che si trova fatica a risolvere da principio
perchè ci si trova sempre male a giudicare della produzione contemporanea, senza poter
volgere lo sguardo all’indietro. Diventa assai difficile, tanto il materiale è vasto di fare dei
Salons studi d’insieme, come si usava nel xvill e nel xtx secolo, e ciò è un gran peccato,
perchè così il giudizio sempre curioso, se non sempre giusto, della critica contemporanea,
sarà molto incompleto per quelli che vorranno ricercarlo in avvenire. Non si può se non
limitarsi a segnalare le opere più notevoli lasciando le altre in un disdegnoso e ingiusto
silenzio.

Due grandi opere decorative attraggono subito, per le loro dimensioni, l’attenzione :
l’una è di Jean Paul Laurent e dovrà prendere il suo posto stabile nella sala del nuovo
palazzo municipale di Tours; vi si vede Giovanna d’Arco che riceve sotto le mura di quella
città la visita del re Carlo VII, poi, in un gran pannello centrale, la giovane eroina che sàie
al supplizio sulla piazza del Mercato vecchio, a Rouen, e che indietreggia su i gradini del
rogo, vedendo i terribili preparativi, con un gesto di disperazione molto commovente. Il
terzo ed ultimo pannello ci mostra la stessa piazza deserta : è sera e un uomo scende ma-
linconicamente da una delle strade. Il cielo è ancora infiammato dal sole cadente, una finestra
è illuminata e sul palco in muratura che occupa il centro della piazza, poche ceneri finiscono
di consumarsi, lasciando salire nel cielo quieto il pennacchio del loro fumo azzurro... È d’una
emozione semplice e dolorosa, questa calma della natura dopo il dramma terribile che si
è compiuto là!
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