L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 6.1903

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MISCELLANEA

Tutti i pezzi portano impresso il marchio SUL degli
argentieri sulmonesi.

* * *

Con questi pochi e disordinati appunti ho voluto
mostrare che l’Abruzzo, nonostanti le spogliazioni
degli speculatori, è ancor dovizioso di opere d’arte
mirabili. Però, e ciò è deplorevole, tali opere non sono
rigorosamente sorvegliate ; e la prova certa di questa
affermazione è la scomparsa delle tempere dalla chiesa
di Campodigiove.

Sulmona, aprile 1903.

Pietro Piccirilli.

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panaria di Puglia minata dall’ opera deleteria del
tempo e de’ cattivi custodi, s’ è ora, novello Anteo,
rialzato dalla rovina che lo minacciava. Accanto alla
magnifica facciata, alla quale il cittadino del forte
Comune marittimo Tranese, Barisano, aveva dato non
le sole porte di bronzo, inizio di nuova èra nella
storia dell’arte italica, il gigantesco campanile, fon-
dato nei primi anni del secolo xm da maestro Nicola
sacerdote di Traili, si erge elegante e libero ormai
d’ogni estraneo reggimento, e si libra superbo nell’aria,
gareggiando col frontispizio cuspidale della facciata.

L’ing. Francesco Sarlo, regio ispettore locale, ha

Croce processionale d’argento (secolo xv)

Notizie delle Puglie.

Campanili di Puglia. — È venuta la volta dei
campanili delle chiese di Puglia.

Mentre, a Barletta, la bella chiesa protogotica del
Santo Sepolcro della fine del secolo xn e dei primi
anni del xra, cosi genialmente studiata dall’Enlart
e dal Bertaux, si vien liberando dell’incomoda pre-
senza del tardo e grossolano campanile, appiccicatogli
a ridosso nell’età del barocchismo trionfante, a Trani
invece avviene il contrario. Chi arriverà ora nella de-
serta, eppure così imponente piazza della cattedrale
di Trani, al magnifico complesso di impressioni este-
tiche, provate dai più insigni pellegrini intellettuali,
dallo Schultz al Gregorovius, sentirà aggiungersi molte
altre, del tutto nuove. Il gigante, che quasi tramor-
tito barcollava, la più alta e splendida torre cam-

Campodigiove, Chiesa di Sant’ Eustachio

visto compiersi finalmente l’opera, cui ha atteso amo-
rosamente per tanti anni di studio e di lavoro, come
chiaro apparirà dalla voluminosa relazione di prossima
pubblicazione. Egli può andar contento di essere defi-
nitivamente riuscito col valido aiuto del Governo,
che questa volta s’è mostrato veramente sollecito
della tutela dei nostri monumenti, delle amministra-
zioni locali e dei privati, a ridare la sua autonomia
statica alla torre di maestro Nicola sacerdote, resa ormai
libera da ogni ingombro interiore e da ogni sostegno
esteriore. Per molti anni il vecchio campanile era
rimasto tutto chiuso ed incastellato, nei piani inferiori,
da una colossale travatura, che era come il neces-
sario bastone di appoggio pel gigante ricurvo, ora
esso si aderge ringiovanito, gettato via ogni puntello.
In quella storica piazza della città degli Ordinamenti
marittimi del 1063, che, dalla prima crociata fino alla
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