L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 6.1903

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MISCELLANEA

ciate, minaccia di abbattersi a terra alla stessa guisa
del campanile della chiesa vecchia.

A Bari. — A Bari, il campanile della Cattedrale,
già decapitato, si erge sempre appoggiato al costo-

Frammenti di altare

Molfetta, Chiostro di Santa Maria dei Martiri

lare di rincalzo, nè corre rischio per ora di venire a
schiacciarmi nella mia stanzetta che gli è di fronte.
Nè di Bari c’é altro di notevole da dire, oltre il recente
scoprimento al giardino Garibaldi di un bel busto del
compianto prof. Salvatore Cognetti De Martiis, opera
del giovane e valoroso scultore molfettese De Candia.

A Bari però, l’ing. Vittorio Chiaia viene lentamente,
ma amorosamente, raccogliendo, con studio paziente
e minuzioso, tutti gli elementi per un eventuale re-
stauro completo della basilica di San Nicola, una delle
pagine più splendite dell’arte romanza pugliese, come
a lui piace chiamarla.

Quale straordinaria ricchezza di elementi scultori e
decorativi viene egli minutamente rilevando, che di-
mostrano l’azione potente, esercitata da Bizantini e
Arabi sulla vita civile e artistica de’ Comuni di Pu-
glia nel Medio Evo!

Ma, davvero, l’opera ideata di restauro é così bella
e grandiosa, che non posso credere alla sua effettua-
bilità, in ispecie se si pensa alla taccagneria del Go-
verno, quando si tratta di far qualche cosa per questa
Beozia d’Italia. Nessuno ha mai pensato a restaurare
ab imis uno solo dei nostri monumenti, ad esempio
uno dei palazzi imperiali di Federico II in Puglia,
tranne il caratteristico Castel del Monte sì che si po-
tesse oggi vedere ed ammirare quali erano i castelli

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di Lucerà, di Traili, di Bari alla metà del secolo xn,
come per esempio chi va a Pavia o a Milano o a Ve-
rona può avere il godimento di ammirare i castelli
viscontei, sforzeschi o il Castel vecchio degli Scaligeri,
com’erano nei secoli xiv-xv. Qui invece, i molti ca-
stelli normanno-svevi sono abbandonati a sè medesimi,
e le guarnigioni militari e i condannati alla galera, che
vi sono rinchiusi, fanno il resto.

Perciò, io credo ad un restauro generale di San Ni-
cola ancor meno che alla costruzione dell’acquedotto
pugliese, ed ammiro l’apostolato estetico del cava-
liere Chiaia, degno di migliore avvenire, e non delle
lungherie interminabili del direttore Avena !

A Canosa. — Ecco, voglio terminare queste notizie
di Puglia, che si riducono sempre a sterili ed inascol-
tate lamentele, con lo spettacolo miserando di San Sa-
bino di Canosa. Bisogna ricordare le date. Nel 1896,
quando già era stato perpetrato da quel canonico,
ispettore di Canosa, il triste scempio della cattedra e
dell’ambone di San Sabino, i cui pezzi fatti a brani
erano ammonticchiati con pezzi di tufo ed altro mate-
riale in una cappella, e per andare alla caccia di una
cripta fantasticata si era scavato un fosso nel presbi-
tero, si alzò la voce contro sì nefandi vandalismi. Se
ne fece eco alla Camera la nobile parola di M. R.' Im-
briani, ed il ministro fu costretto a mandare un ispet-
tore. Passò molto tempo, e tutto finì col rifarsi l'ar-

Molfetta, Chiesa di Santa Maria dei Martiri
Cappella absidale

ruginito chiavistello della porta di bronzo al mausoleo
di Boemondo, e con l’accomodatura del cupolino mar-
moreo.
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