L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 6.1903

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BIBLIOGRAFIA ARTISTICA

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riscontra tra alcune figure del Cenacolo di Sant’Onofrio
e altre di opere indubbie di Perugino, conferma l’opi-
nione dello Schmarsow che l’affresco vada attribuito
al maestro di Raffaello, il quale probabilmente fu aiu-
tato nell’esecuzione da alcuno dei suoi scolari.

— Pag. 130.

E. Durand Greville discute alcune attribuzioni di
quadri e disegni di maestri stranieri in collezioni fio-
rentine e genovesi.

— Pag. 140 e seg.

J. B. Supino pubblica una lettera di Giambologna
relativa alla questione sorta tra l’artista e il fonditore
Portigiani per la fontana del Nettuno ; A. Cocchi dà
alcune brevi notizie intorno alla costruzione ed alla
decorazione della cappella Ardinghelli nella chiesa del
Carmine ; G. Poggi pubblica alcune notiziole tratte
dall’archivio della Badia fiorentina e due documenti
relativi a lavori compiuti da Bernardo Rossellino per
i ballatoi interni delle tribune del Duomo.

Napoli Nobilissima. Voi. XI, fase. V. Mag-
gio 1903. Pag. 65 e fase. seg.

L. Salazar descrive e illustra qui assai diffusamente
quattro pitture conservate ora nella nuova parrocchia
del Vomero, le quali a giudicare dalle orribili ripro-
duzioni e da ciò che di esse viene dicendo l’A., non
meritavano davvero dodici pagine di stampa. I quattro
quadri che sono in cattivo stato di conservazione ador-
navano un tempo la chiesa del monastero di Santa Pa-
trizia e furono per lunghi anni nascosti; il primo rap-
presenta San Benedetto e miracoli della vita di questo
santo e porta la data del 1475 ; il secondo è un grande
polittico con la morte, l’incoronazione della Vergine
e santi, eseguito nel 1508 per le sorelle Cubella e Giulia
Caracciolo ; il terzo una Vergine in trono tra due sante,
datato 1510 ; il quarto infine, di grandissime dimensioni,
mostra la Vergine e santi in adorazione della Trinità.
Tutte e quattro le pitture, che possono forse presentare
qualche interesse dal lato iconografico, sembra sieno
opera d’artisti locali; gli storici attribuiscono le prime
tre a Giovanni Antonio Amato o, genericamente, a
scuola dello Zingaro (Antonio Solario veneto?), la
quarta a Fabrizio Santafede.

— Fase. VII. Luglio 1903. Pag. 99.

A. Miola illustra la Croce di Lucca, chiesa napoletana
del secolo xvix, della quale si minaccia la demolizione
per la sistemazione delle vie intorno alle nuove cliniche.

Rassegna bibliografica dell’arte italiana. An-
no VI, nn. 1-3. Ascoli Piceno, 1903. Pa-
gina i.

G. Cantalamessa comunica essere stato ritrovato in
Venezia, in una soffitta della ex-chiesa della Carità,

il bozzetto del monumento che Canova aveva inten-
zione di erigere a Tiziano nella chiesa dei Frari, boz-
zetto che, caduta l’idea del monumento al grande
Cadorino, fu adottato dal Canova per il sepolcro di
Maria Cristina nella chiesa degli Agostiniani di Vienna
e dagli allievi del Canova per il mausoleo della chiesa
dei Frari.

— Pag. 4.

E. Calzini richiama l’attenzione sopra un quadro
conservato in San Francesco d’Assisi e raffigurante
l’Adorazione del Bambino e santi. La pittura è in pes-
simo stato di conservazione, tuttavia il Cavalcasene e
e il Morelli — e secondo il C. con ragione — vi rico-
nobbero la mano di Cola dell'Amatrice.

— Pag. 13 e seg.

F. Malaguzzi Valeri pubblica un documento da cui
risulta che Giovanni de’ Sapienti, pittore savoiardo,
era nel 1478 ai servigi di Gian Galeazzo Sforza. E. Sca-
tassa pubblica qualche notizia d’archivio intorno al pit-
tore Antonio di Matteo da Urbino, fiorito verso la metà
del secolo xv.

Segue la bibliografia.

— Nn. 4-6. Pag. 45.

C. Badimeli rende conto dell’opera di Enrico de
Geymuller: Die Baukunst der Renaissance in Frank-
reich.

— Pag. 52.

F. Malaguzzi discorre brevemente della collezione
di disegni da lui riordinata e catalogata nell’archivio
di Stato di Milano. La collezione comprende per la
maggior parte disegni originali d’architettura dal prin-
cipio del secolo xvi al xix.

— Pag. 56.

U. Pierpaoli descrive la chiesa di San Marco in
Iesi (secolo xm) e un monumento dell’anno 1513, che
si trova nella chiesa stessa e che secondo alcuno sa-
rebbe opera di un maestro Giovanni di Gabriele da
Como.

—- Pag. 61.

E. Scatassa pubblica alcuni documenti relativi al
pittore Matteo Gennari di Gaifa, presso Urbino, padre
dell’Antonio di Matteo, ricordato sopra.

— Pag. 63.

Bibliografia.

Rassegna d’arte. Anno III, n. 5. Milano, mag-
gio 1903. Pag. 65.

P. Paoletti riproduce un’ancona di Jacobello Bo-
nomo, firmata e datata MCCCLXXXV, che si conserva
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