L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 6.1903

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BIBLIOGRAFIA AR TI STIC A

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Rassegna d’arte. Anno III, n. 9, Milano. Set-
tembre 1903. Pag. 129.

P. Molmenti in un breve studio su i primi pittori
veneziani ribatte l’asserzione contenuta in un articolo
del prof. Moschetti su Giovanni da Bologna: avere
fiorito in Venezia poco dopo la metà del Trecento una
scuola pittorica, per quei tempi, famosa. Il M. dimo-
stra come lo svolgersi della pittura a Venezia nel se-
colo xiv fosse assai lento e come sulla laguna l’arte
si trovasse in quel tempo in arretrato, di fronte allo
sviluppo che aveva preso nelle altre città venete della
terraferma. Padova, Verona, Treviso.

— Pag. 133.

Corrado Ricci scrive del pittore Alessandro Araldi,
fiorito a Parma nella seconda metà del secolo xv. Di-
mostra come questo artista « di poca fantasia e di na-
tura ecclettica, raccogliesse forme e motivi in tutte le
scuole, e quel che è peggio li inserisse nelle sue opere
senza fonderli e senza assimilarli ». Così è che nei suoi
dipinti si scorgono tracce ora Mantegnesche, ora Bel-
linesche, ora del Francia, ora del Pinturicchio. Influssi
Pinturicchieschi rivela un affresco con la Disputa di
Santa Caterina, dipinto dall’Araldi in una cella del-
l’orto del convento di San Paolo in Parma. Due di-
segni dell’Araldi per quest’opera, uno nel British Mu-
seum, un altro agli Uffizi sono ancora assegnati alla
scuola del Pinturicchio.

Il R. accenna alle altre opere di questo pittore e
ricorda infine e riproduce un San Sebastiano della Gal-
leria di Parma, che reca la firma di un altro Araldi,
di Josaphat de Araldis, firma che fu per lungo tempo
interpretata erroneamente come quella di un Josafat
Aldi.

— Pag- 140.

E. Scatassa pubblica un documento intorno ad al-
cuni stucchi eseguiti dall’artista Agostino Sylva da
Como (secolo xvn) nel Duomo d’Urbino.

— N. io, ottobre 1903. Pag. 145.

F. Malaguzzi Valeri : La pittura reggiana nel
Quattrocento. — L’A. si ferma particolarmente sulle
decorazioni murali di case Reggiane, e sulle pitture di
Giacomo e Bartolomeo Maineri, di Lazzaro Grimaldi,
di Francesco Caprioli. Parecchie riproduzioni accom-
pagnano l’articolo.

— Pag- 154-

L. Marinelli riproduce e illustra brevemente il pa-
lazzo dei Riario Sforza a Imola, fatto costruire intorno
al 1482 da Girolamo Riario, marito di Caterina Sforza,
contessa d’Imola.

— Pag. 158.

G. Bertoni ed E. P. Vicini danno notizia di docu-
menti dell’Archivio notarile di Modena nei quali si

si trova il nome del pittore Nicolò, figlio di Guido, da
Reggio, cittadino modenese (fiorito nella seconda metà
del Trecento), che, com’è noto, eseguì uno dei dipinti
dell’antico battistero di Parma.

— N. 11, novembre 1903.

Corrado Ricci: Altri due dipinti di Jacopo Bel-
lini. — Il primo è una Madonna col Bambino scoperta
e posseduta dal dott. J. P. Richter, il secondo l’altra
Vergine col Bambino e un adorante che è nel Museo
del Louvre e porta ancora il nome di Gentile da Fa-
briano. Già il Venturi aveva tolto questa pittura a Gen-
tile per assegnarla alla scuola del Pisanello.

— Pag. 166.

G. Cagnola illustra un trittico da lui posseduto, il
quale reca nella parte centrale V Annunciazione in legno
scolpito, e nei due sportelli laterali le figure di San Fi-
lippo e di Sant’Agostino a tempera, dipinti, secondo
l’iscrizione, nel 1452 da Bartolomeo e Antonio da
Murano.

Rivista ligure di scienze, lettere ed arti. An-
no XXV, fase. Ili, maggio-giugno 1903.
Pag. 127.

Il dott. Alfredo Romualdi illustra il bel chiostro di
Sant’Andrea in Genova, 1 il quale sorse là dove era
il forum dell’antica città e dove i milanesi, fuggendo
la patria in preda al saccheggio di re Alboino, costrui-
rono il palatium dei vescovi. Il Romualdi, sul fonda-
mento degli scavi recentementi eseguiti dal prof. Cam-
pora e dall’ ing. Grondona, dimostra in Sant’Andrea
l’esistenza di due chiese sovrapposte, la prima delle
quali risale alla fine del secolo x o al principio del-
l’xi, la seconda al primo ventennio del secolo xvi.

— Fase. IV, luglio-agosto 1903. Pag. 211.

Luigi Becherucci dà conto favorevolmente dell’o-
pera del Cervetto sui Gaggini da Bissone.

— Fase. V, Settembre-ottobre 1903. Pag. 239.

L. A. Cervetto studia la porta genovese così detta
Dei Vacca, dimostrando con notizie d’archivio che
essa fu costruita nel 1155 su terreno di proprietà dei
Benedettini di san Siro, e illustrando tutta la storia
dell’ importante monumento, che servì di fortezza du-
rante le lotte tra guelfi e ghibellini.

— Pag. 276.

Recensione del volume di Fierens Geyaert, Nou-
veaux essais sur l’art contemporain. Paris, Alean, 1903.
(Favorevole).

Ettore Modigliani.

1 V. L’Arte, anno V, fase. VII-VIII, pag. 261-262.
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