L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 11.1908

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G. Gl O VANNONI

III. Iscrizione che, secondo riferisce Pietro Sabino,8 trovavasi su di un ambone in
San Pietro :

HOC OPVS EX AVRÒ VITRIS LAVRENTIVS EGIT
CVM IACOPO NATO SCVLPSIT SIMVL ATQVE PEREGIT
OPVS MAGISTRI VASSACETI QVOD IPSE FECIT.

Se veramente l'ultima parte dell’iscrizione si riferisce alla stessa opera della prima, il
che è dubbio, avremmo qui la prova della collaborazione di Vassalletto con i membri delle due
famiglie dei Cosmati, quella di Tebaldo,1 e quindi la data tra il 1180 e il 1200.

IV. Iscrizione già nella cattedrale di Segni, riportata dal Lauri : 2

f PETRVS BASSALLETTVS FECIT HOC OPVS.

ANNO DNI MCLXXXV.

V. Iscrizione riportata dal Visconti,3 che trovavasi sulla base di un candelabro sor-
retto da due leoni, ora perduto :

-J- MAG. BASSALLETTI. HOC OPVS FECIT
A. D. MCCXX.

VI. Iscrizione, già studiata, del chiostro di San Giovanni in Laterano, al quale si è
sopra attribuita una data dal 1220 al 1232 circa.

VII. Iscrizione, già studiata, dell’ iconostasis di San Saba, di cui può per induzione sta-
bilirsi il tempo non lungi dal 1235.

Vili. Iscrizione sulla base di un piccolo tabernacolo nel presbiterio di San Francesco
in Viterbo, piccola e meschina opera della bottega del marmorario

f M. VASSALLETVS ME FECIT.

La data deve essere di qualche anno posteriore al 1236, che segnò l’inizio dell’edifica-
zione della chiesa. 4

o no nipote del marmorario Paolo, ebbe un posto
preminente nell’arte romana della seconda metà del
sec. xn. Dei suoi lavori architettonici la zona infe-
riore del campanile di Gaeta, monumentale costru-
zione che unisce le forme delle torri sicule con quelle
dei campanili romani, sembra sia stata iniziata nel 1158
(vedi P Fedele, in Ballettino della Soc. filolog. romana,
11. 3 (1902), pag. 13, 14); il portico di San Giovanni in
Laterano, che trovasi già descritto in Giovanni Diacono
(vedi Rohaui.t de Fleury, op. cit., pag. 468) non è
certo posteriore ad Alessandro III (1159-11S1), e l’iscri-
zione che correla nel fregio: DOG MATE PAPALI
DATVR AC SIMVLI IMPERIALI, ecc. (vedi Ciam-
pini. De s.icris Aedificìs, eie., 1693, tav. I), farebbe piut-
tosto pensare, per quest’associazione dei due poteri
sulla fi onte di San Giovanni, caput ecclesiarum, al
tempo di Adriano IV (1134-1159), ai lavori notevoli
fatti in occasione delia incoronazione di Federico Bar-
barossa. L’altare di Sutri in cui Nicola si firmò insieme
con suo figlio (vedi Ughelli, Italia sacra, I, 1275;

Stevenson, in Bull, d’arch. cristiana, 1880, pag. 96)
era del 1170; l’iscrizione di San Bartolomeo all’Isola
citata nelle schede del Tarugi (C°h- Vali. O. 26) è
attribuita al 1180. Forse quindi il candelabro pasquale
di San Paolo, opera di scultura ancor rozza e che mo-
stra una diretta influenza della dimora di Nicola nel-
L Italia meridionale, non dovrebbe essere distante
dal 1170.

1 Cod. Marc. Lat. X, 195; vedi De Rossi, in Bull,
d'arch. crist., a. 1875, pag. 127.

2 Cfr. Giovannoni, Note, ecc., pag. 11-20.

5 Lauri, Storia di Segni, niss. Casanat. E. Ili, 23.

4 La notizia si trova nelle schede dello Stevenson
(Cod. Vat. L. 10581), senza però nessun preciso rife-
rimento bibliografico ; e nelle numerose opere dei vari
archeologi della famiglia Visconti non m’è stato possi-
bile rintracciarla. Forse il chiaro annotatore di me-
morie medievali ne ebbe direttamente dal suo amico
Pietro Ercole Visconti verbale comunicazione.
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