L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 11.1908

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BIBLIOGRAFIA

RECENSIONI.

A. Agresti : / Preraffaellisti. Torino, So-
cietà tipografico-editrice nazionale (già Roux
e Viarengo), 1908.

All’arte che fu detta, prima con intenzione satirica
poi con ammirazione in gran parte convenzionale,
preraffaellita è toccata la cattiva sorte di diventare
per un certo tempo « arte di moda» ; ogni persona
intellettuale ha perciò creduto di poterne e saperne
dir qualche cosa e di essersene, con maggiore o minore
fatica, formato un giusto concetto: ecco come, intorno
a questo periodo de la moderna arte inglese, si sono
formati tanti erronei giudizi e tante ridicole definizioni.

Uno studio critico sull’argomento ha dunque una
grandissima importanza: i problemi da porre e da
tentar di risolvere sono molti e grandi e possono
portare a conclusioni che riguardino, non la sola arte
inglese, ma lo svolgimento generale dell’arte; essi
pullulano però sopra un terreno in massina parte ver-
gine di studi preparatori e riguardano un materiale
artistico disparato e sparso per l’Europa e l’America
in collezioni talvolta di difficile accesso : le difficoltà
sono dunque grandissime e io non credo sia possibile
fare sul movimento preraffaellista quel lavoro esau-
riente che l’Agresti (com’egli scrive nella introduzione)
crede d’aver fatto col suo libro, senza un amplissimo
studio e una lunga preparazione.

Il preconcetto del voler esaurire il suo tema ha
anzi nuociuto assai al libero svolgimento di esso poiché
ha consigliato l’autore a lasciar da parte tutte le que-
stioni ch’egli non sentisse nella propria mente già
risolute e a dar alle altre una soluzione più categorica
che dimostrativa.

Ne è venuto fuori piuttosto uno studio letterario
che uno studio artistico: nel libro acquistano più im-
portanza le idee artistiche e i canoni estetici de’ pre-
raffaellisti che non le loro qualità pittoriche, che non
il loro modo, non già di intendere ma di praticare
l’arte ; ma le idee estetiched’un artista (fortunatamente
per l’arte) non costituiscono mai la sua arte: bene

spesso anzi non vi corrispondono neppure, tanto la
creazione artistica sa mantenersi libera dai concetti
teorici.

Di ciò ha fatto cosi poco conto l’Agresti che nel
suo libro arte preraffaellita e teorìe artìstiche de’ pre-
raffaellisti si confondono spesso e si identificano, ed
egli può credere, studiando minutamente « le idee
artistiche e la vita di quelli che lo iniziarono e dì
quelli che ne furono e ne sono i continuatori », 1 d’aver
anche messo in chiara luce che cosa fu e che cosa è
l’arte preraffaellita e quale valore essa ha nello svolgi-
mento internazionale dell’arte moderna.

Da questo modo erroneo d’intendere gli studi del-
l’arte derivano le altre manchevolezze del libro.

Studiando le fonti del preraffaellismo e le sue rela-
zioni con l’arte italiana del Quattrocento, problemi
importanti per la conoscenza intima dell’arte preraf-
faellita e per la sua valutazione estetica e storica
sono stati dall’autore del tutto tralasciati : egli si con-
tenta di asserire la influenza della primitiva arte ita-
liana e passar oltre ; ma se questo basta per un effi-
mero articolo di giornale, non basta per uno studio
critico compiuto ed organico.

Quali opere italiane quattrocentesche erano a Londra
tra il 1845 e il '50? Quali poterono studiare i preraf-
faellisti e come le studiarono? Quali precise traccie,
quali ricordi di esse sono rimasti ne’loro dipinti? Ci
sono disegni, schizzi giovanili del Brown, del Rossetti,
del Millais, dell’Hunt che ci aiutino a seguire il loro
sviluppo e a rifare la loro via? Tutto questo l’autore
non dice, nè si preoccupa di ricercare per mezzo di
diligenti raffronti ; si contenta di notare ne’ quattro-
centisti italiani « una grande ingenuità, una semplicità
grandissima di concetto e di esecuzione, una sommis-
sione assoluta, quasi una dedizione di tutto l’artista,
dei suoi mezzi, dei suoi desideri, delle sue ambizioni
allo spirito dell’opera sua », 2 e viene senz’altro a par-
lare del quadro di Filippino La Vergine che appare

1 Introduz. pag. io.

2 Cap. Ili, pag. 81.

L’Arte, XI, 40.
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