L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 11.1908

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BIBLIOGRAFIA

RECENSIONI.

Alois Riegl : Die Erìtstehung der Barok-
kunst in Rotti. Akadetnische Vorlesungen
- Atos seìnen hinterlassenen Papieren he-
rausgg. von A. Burda u. M. Dvorak. Wien,
Schroll, 1908. Pag. vi-214.

Alois Riegl, il dotto e geniale professore di Vienna,
aveva tenuto nel 1901-902 un corso di lezioni sull’arte
barocca, che aveva richiamato l’attenzione generale
per la profondità delle osservazioni e la novità delle
conclusioni ; ora perché il lavoro di lui non andasse
perduto dopo la sua morte, due amici ed ammiratori
hanno voluto raccogliere i suoi manoscritti e i suoi
appunti e ne hanno formato un volume. Vorremmo
cogliere l’occasione, parlando di quest’opera, per dire
qualche cosa sull’attività scientifica del Riegl, se non
pensassimo che a tutti i lettori de L’Arte essa è nota,
tanto agli studiosi dell’antichità quanto a quelli del
medio evo e del Rinascimento : tutti conoscono la
scienza profonda, la novità di vedute, l’originalità dei
concetti, che sono i caratteri costanti dei lavori del
dotto viennese. Questo volume sull’arte barocca, ci
dà un’altra prova della grande versatilità dell’ingegno
del Riegl, il quale essendosi occupato a preferenza di
un periodo tutto diverso, quello del primo medioevo,
sapeva trattare con cosi sicura padronanza dell’arte
moderna ; ma purtroppo a causa del modo in cui i
compilatori hanno trovato il materiale, cioè in appunti
schematici, e spesso di carattere personale, manca in
questo libro quella larga base di fatti e di notizie, che
dovrebbero servire a dimostrare e a sostenere le con-
clusioni a cui giunge l’autore. E la trattazione è spesso
manchevole e lacunosa, e procede incerta ; e la novità
delle osservazioni critiche, non basta talora a compen-
sare la insufficienza dell’apparato.

Lo studio dell’arte barocca, osserva giustamente il
Riegl, è stato finora subordinato a quello del Rina-
scimento : si è presa la rinascenza italiana come punto
culminante di tutto lo sviluppo dell’arte, e come al
periodo medioevale si è data importanza solo in quanto

10 si considerava come preparazione del Rinascimento,
così si è rivolta un po’di attenzione all’arte barocca
come continuazione decadente dello stesso periodo
aureo, nella quale si poteva talvolta cogliere l’eco
lontana delle forme fiorite nei giorni lieti del Rina-
scimento.

Questo modo di considerare l’arte barocca deriva
da un errore generale, in cui quasi tutti gli storici ca-
dono, di considerare cioè lo svolgimento dell’arte come
una linea unica, come una stessa cosa che nasce, giunge
alla perfezione attraverso sforzi e tentativi e decade.
Nello studio del Fraschetti su Gianlorenzo Bernini, 1
questa idea predominante appare ad ogni passo ; la
preoccupazione dell’autore è quella di cercare nel-
l’opera del Bernini qualche riflesso delle forme del
Rinascimento lasciando in seconda linea quelle tutte
proprie invece dell’artista, quelle in cui lo stile nuovo,

11 barocco, si manifesta in tutta la sua libera esplica-
zione.

No, l’arte del ’6oo non è una continuazione deca-
dente di quella della cosi detta età aurea; essa rappre-
senta un ciclo nuovo, esprime nuove idealità ; ed è
forse anche piu spontanea e ricca d’invenzione che
non sia quella, cosi ligia all’antico.

Cosa intendiamo noi col nome di arte barocca? Non
andiamo in cerca dell’etimologia del vocabolo, che
del resto è anche variamente dichiarata : il senso che
noi diamo ordinariamente a quelle parole è di mera-
viglioso, straordinario, non comune. Ma intendiamoci,
si tratta di una straordinarietà di carattere speciale :
anche nel Rinascimento troviamo lo straordinario ; le
figure di Raffaello sono straordinariamente belle, ma
noi le comprendiamo facilmente, mentre nel barocco
lo straordinario non lo possiamo capire, poiché contiene
un contrasto con la natura che ci colpisce subito. Lo
straordinario nell’antico e nel Rinascimento ci prende
d’ammirazione; nel barocco ci respinge, ci rimane in-

1 S. Fraschetti, Il Bernini. La sua vita, la sua opera e il
suo tempo. Milano, 1900.
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