Bullettino di archeologia cristiana — 1.1863

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DI ARCHEOLOGIA CRISTIANA

DEL CAV. GIOVANNI BATTISTA DE ROSSI
ANNO I. Roma Giugno 1863. N.° 6.

Il Cemcleio di Massimo nella via Salaria nuova.

Nel Bulletlino del Marzo, ragionando di s. Gen-
naro e de' suoi fratelli, accennai brevemente il sito ed
alquante notizie del cemetero di Massimo, chiamato
poi di s. Felicita. Ora svolgerò quelli cenni e, come
sono uso fare , li collegherò all' istoria generale del
cristianesimo ed alla speciale della chiesa romana. Del-
la novità e dell' importanza del mio discorso i dotti
giudicheranno ; esso però non sta al suo luogo, ed è
una pagina distaccata dalla Roma sotterranea e separata
dal trattato preliminare, che dà la chiave e la piena
intelligenza dei documenti e del loro uso. Mi studierò
di supplire al difetto di quelle nozioni, molte cose di-
chiarando, tutte compendiando, molte ommettendo. La
cagione, che m' ha indotto a divulgar questa pagina
staccata dal suo corpo , 1' intenderanno i lettori alla
fine dell' articolo.

Intorno al sito de' cristiani monumenti, de' quali
imprendo a parlare, la varietà delle opinioni e le dif-
ficoltà sono state forse maggiori, che per verun altro
cemetero. Stringerò in brevi parole questo spinoso
principio. Il Bosio non dubitò, che s. Felicita sia stata
nella via Salaria nuova ; ma falsamente la credette
sepolta nel cemetero medesimo, nel quale erano tre
dei suoi figliuoli, in quello cioè de' Giordani Jorda-
norum (1). Il Ciacconio però, che prima del Bosio
discese nelle romane catacombe e ne fè delinear le
pitture (i cui lavori ho in parte ritrovato), diè il no-
me di s. Felicita ad un cemetero adorno di rarissimi
dipinti, che mi pare sieno degli ipogei dell'Appia. In
fatti nelle vite de' pontefici egli dichiarò, che quella
santa e il suo cemetero eran da collocare neh" Appia
presso il cemetero di Callisto (2). Principale fonda-
mento di questa sentenza credo sieno stati i Mirabi-
lia Urbis Romae, ne' quali si legge coemetcrum s. Fe-
licitatis prope coemetemm Callisti. Il qual- testo è
veramente un grave impaccio : ma ne ho riconosciuto
la corruttela, nè questo è il luogo di dimostrarla.
Tolto di mezzo questo testo corrotto, ecco un' altra
cagione di errore. La sentenza del Ciacconio ebbe nuo-
va conferma dal calendario messo in luce dal Fron-
tone. Nel quale la stazione ad sanctam Felicitatem è

(1) Roma sott. p. 4S8.

[2) Ciacconii, Vitne pont. Bow. Romae 1077 T. I p. 289.

indicata in un modo assai oscuro ed incerto se del-
l'Appia debba essere intesa o della Salaria (1). Onde
avvenne, che anche alla fine dello scorso secolo in
Boma medesima qualche grave autore tornò in parte
all' opinione del Ciacconio (2). Grande confusione è
questa nella scienza topografica della Roma sotterra-
nea; nè minore è quella, che troveremo circa il ce-
metero di Massimo. Del quale il Bosio non potè avere
notizia, poiché ai suoi dì niuno dei documenti, che
ne fanno memoria, era conosciuto : nè i seguaci di
lui ne ebbero maggiore contezza. E pure ce ne hanno
trasmesso il nome e la fama i più antichi e i più au-
torevoli fasti della chiesa romana. Il così detto cata-
logo Bucheriano ci insegna, che Silano l'ultimo de'
figliuoli di s. Felicita fu deposto nel cemetero di Massi-
mo (3). Da questo solo catalogo non sapresti indovinare
in quale via e dove sia stato cotesto ipogeo. Ma altri
martirologii e libri liturgici scoperti dipoi ce lo ad-
ditano nella via Salaria e ce lo mostrano non diverso
da quello, che nel libro pontificale è chiamato di s. Fe-
licita. Valga per tutti il vetusto martirologio, che chia-
miamo geronimiano. Nel quale giusta la lezione dei
migliori codici a chiare note si legge : Romae in coe-
meterio Maximi via Salaria depositio Bonifatii epi-
scopi ad s. Felicitatem (i) ; ed ai 23 di Novembre
Romae Clementis episcopi ; et in coemeterio Maximi,
Felicitatìs (5). D' altra parte l'istoria della chiesa ro-
mana in molti modi ci attesta, che Bonifacio I papa
e Felicita col suo figliuolo Silano furono veramente
sepolti nella via Salaria e tutti nel sito medesimo.
Talché l'esistenza in quella vìa d'un antichissimo ce-
metero denominato di Massimo e nobilitato da quei tre
sepolcri, dai soli passi allegati posti a confronto con
gli annali ecclesiastici era rivelata e dimostrata in guisa
da non lasciare luogo a dubitazione. Ciò nondimeno
il Fiorentini medesimo, che divulgò e dottamente coni-

li) Fronlonis Epislolae et dissert. Hamburgì 1720 p. 211. Vera-
mente il documento pubblicato dal Frontone deve essere chiamato Capi-
tulare evangeliorum, non calendario.

(2) Luchini, Atti sinceri de' martiri T, 1. p. 284, 285.

(3) V. Bull, del Marzo p. 20.

(4) Fiorentini, Velust. occhi, eccl. marlyrolog. p. 807.

(5) L. c. p. 994.
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