L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 13.1910

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GIULIO LORENZETTI

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uniscono le gorne alle muraglie...» il Massari proponeva di «... stuccar bene le dette coni
missure et inarpesar con arpesi di rame e restorar ogni sito che ne ha bisogno con Pozzo-
lana et altra matteria valida... ».

Per l’interno della Loggia egli riteneva opportuno di rifare tutto l’intonaco e di affre-
scare così la volta come le pareti con «...finti marmi macchiati con buon ordine e armo
nioso...» lasciando però «... lìberi li Campi dove vanno li qjuadri per accompagnar quelle
tre del Liberi 1 che vi sono... »: preferiva la pittura a fresco all’uso di « ...veri marmi rimessi
per non render pregiudizio alla stanza rispetto alla sanità per la troppo frigidità e umidità
che caggionerebbe li marmi medemi...».

Ma ciò che più interessa la storia artistica del nostro monumento è la terza parte della
scrittura ove si tratta del compimento esterno della facciata. Già prima di interpellare in
proposito il Massari, si era fatto qualche tentativo a cui forse si debbono riferire alcune note
del Cassier Chiesa segnate al 31 gennaio 1742, in cui si ricordano pagamenti fatti ad Antonio
Gai scultore per «...diversi modelli e statue fatte per la Loggetta » e ad un tal « Isepo
Chiesura... per haver fatto due statue da conzador per modello...1 2 ».

Il progetto proposto e di cui s’era anche tentata la prova sul lato della Loggia che
guarda la Torre dell’Orologio, non dovette però incontrare il consenso e la soddisfazione dei
procuratori, se il Massari nella sua relazione lo giudica «.. .ripiego... difettoso rispetto alla
struttura nobiltà e delicatezza della facciata...3».

« Riflettendosi (scrive il Massari) che detta opera della facciata s’atrova rimasta imper-
fetta solo nella parte superiore...» e che « . .la parte inferiore, che il primo ordine, è stata
tenuta, alquanto più larga del Campanile per maestà della facciata medesima e che perciò
dal primo ordine istesso si può facilmente cavare la ragione e regola di allargare et accom-
pagnare nel modo stesso anche la parte di sopra... » nulla egli stimava che « ...più natu-
ralmente convenisse... a cuoprire il mancamento e diffetto presente, come a rendere perfetta
detta facciata... che continuare nel modo medesimo anche detta parte superiore con l’intaglio
de’ suoi trofei o altro corrispondente a quello si vede sopra gli intervallimi... ».

I Procuratori, esaminati i varii progetti presentati loro dagli architetti chiamati a rife-
rire, trovate di loro piena soddisfazione, perchè meglio rispondenti al decoro e alla nobiltà
della facciata, le proposte del Massari, stabilirono con deliberazione del 14 settembre 1749 4
di dar esecuzione al suo progetto; furono consegnati perciò al Gai i blocchi di marmo per
l’esecuzione dei due nuovi gruppi di putti che, compiuti nel marzo del 1750, furono a lui
pagati quattrocento ducati.s Completata dunque, col progetto del Massari nel 1750 la fac-
ciata della Loggetta (fig. 3) essa ebbe però solo nove anni dopo nel 1759 definitivo assetto
e decoro nel suo interno.

Leggendo il brano della scrittura, che il Massari compilava nel 1749, dove l’architetto
tratta di dar compimento alla facciata, si sarà facilmente rilevato come nel Settecento la

1 Dei tre quadri del Liberi si è ora perduto ogni
traccia.

2 Proc. de supra. Cassier Chiesa, reg. Scontro n. 43.

3 Doc. cit.

4 Arch. Proc. de supra. Atti e Termin., reg. 155,
c. 6ot.

s 1749, 2 ottobre. Per dette (spese) per la Lozetta.
A detta ducati quaranta otto s 23 contadi a Gaetano
Susali per marmo di carrara consegnato ad Ant° Gai
per servitio della Lozzetta per terminazione 14 set-
tembre passato.

1749, 9 dicembre. Per spesa di conzieri per la Lo-
zetta. A detta due cento contadi ad Antonio Gaij

scultor a conto di due bassirilievi che va lavorando
per la publica Lozetta per terminazione 14 sett. 1749.

1750, 4 marzo. Per spese di conzieri per la Lozetta.
A detta due tre s. 21 contadi a Antonio Manarin
peatter per trasporto di due bassi rilevi nella pubca Lo-
zetta. Terminazione 14 settembre 1749.

1750, 4 marzo. Per detta - a detta - due duecento
contadi ad Antonio Gaij scultor per l’intiero saldo di
due bassi rilievi in marmo di Carrara per la pubca Lo
zetta avendo avuto altri due 200 per terminazione
suddetta. Arcb. Proc. de supra. Cassier Chiesa re-
gislro n° 43.
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