L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 13.1910

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CORRIERI

rappresentante la Madonna seduta con le mani giunte
figg. 2-3). Faceva parte di un gruppo, forse d’una
Deposizione, perchè nelle ginocchia vi è un guan-
ciale intarsiato con l’impronta del Cristo morto. Un
grande sentimento mistico spira da questa statua
di vera arte umbra, forse scolpita da uno di quei
quattrocentisti di cui la storia e le cronache non ci
hanno tramandato che qualche incerta notizia sul nome.
Un’altra maravigliosa opera d’arte, stata ora rimessa
insieme, rappresentante Tobiolo condotto dall’Arcan-

Fig. 4 — Tobiolo condotto dall’Arcangelo Gabriele.

gelo Raffaele (fig. 4). Questo maestoso gruppo in legno
anche esso colorato e guernito di pastiglie dorate, più
grande del vero, perfettamente conservato, ha tale po-
licromia che desta meraviglia, ed è di una semplicità
nobilissima. Anche quest’opera fu eseguita da un ar-
tista umbro della fine del ’40o.

In questa regione montuosa e quasi inesplorata
esistono pure molte altre opere d’arte di pregio, tra
cui citerò, nel coro del monastero di Sant’Antonio,
un affresco firmato da Nicola da Siena, notevole per
il grandioso della composizione e per la tonalità e
freschezza del colore. A Mantignano, altra frazione di
Cascia, esiste una Madonna col Bambino, tempera

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dipinta su tavola eseguita certo dal pennello di un
quattrocentista umbro. In un’altra frazione chiamata
San Giorgio, distante due ore di cavallo da Cascia,
vi è una croce d’argento battuto e sbalzato e cesel-
lato, la quale è una delle più belle ed interessanti
dell’oreficeria romanica italiana, quantunque mancante
ora di due placchette. La grandiosità e l’eleganza della
composizione, il sentimento delle teste, la finezza delle
estremità, ed il modo originale di collegare gli scom-
parti simbolici, la severa distribuzione di questi ultimi,
rendono quanto mai preziosa questa croce.

In ogni modo è un’opera veramente degna di un
grande Museo, al quale, speriamo, non arrivi da quel
luogo sperduto con altre lacune di placchette.

Nella stessa località esiste pure un reliquiario con
nielli finissimi, uno dei quali venne non si sa come
portato via. Oggi con la manìa della aviazione aerea
non si sentiranno anche gli altri nielli invogliati di
prendere il volo, per tentare la stessa sorte di quelli
spariti ?

Mariano Rocchi.
Notizie romane.

Per l’acquisto di Palazzo Farnese. — Con grande
fervore le associazioni artistiche romane hanno invo-
cato che il Palazzo Farnese divenga di proprietà na-
zionale, dopo che il Senato francese autorizzò la Fran-
cia ad acquistarlo dallà casa di Borbone ; ma molti
si chiedono se, nel desiderio di indemaniare il monu-
mento, non vi sia eccesso di zelo artistico per parte
nostra, e non si guardi da noi un edificio, che ha ra-
dici profonde nel terreno, come un oggetto d’arte mo-
bile che stia per essere esportato all’estero. Questa
considerazione che sembra tanto giusta ha un gran
peccato dentro di se, perchè mentre per un oggetto
d’arte lo Stato ha denaro in bilancio, mentre si rac-
colgono per le gallerie e per i musei sculture, pit-
ture, anche frammenti architettonici, si dovrebbe sen-
tire pure la necessità di acquistare per parte dello Stato
un monumento intero, tipico, glorioso, che raccoglie
in sè pitture, sculture, ancora nel grembo della madre
architettura, nel loro proprio luogo, nella loro luce, nel
pieno significato artistico e storico. Robert de la Si-
zeranne lanciò un giorno un’offesa ai musei e alle
gallerie, chiamando carceri dell’arte i pietosi rico-
veri delle cose belle che non hanno più la loro casa ;
ma alla fin fine il letterato francese disprezzo per
amore delle cose belle che hanno ancora il loro tetto
e il loro trono. A Palazzo Farnese Michelangelo di-
stese il tetto, e con lui generazioni d’artisti innalza-
rono il trono all’arte italiana. Nel secolo xvi essa ebbe
in quel palazzo il coronamento, nel xvu il nuovo inizio
con Annibale Cartacei.

Il monumento nazionale per bellezza e grandezza,
per la gloria de’ suoi autori, appartiene alla nazione
italiana, e deve essere anche naturalmente suo.
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