L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 13.1910

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CORRIERI

conservati nel Museo di San Marco — sistema di una
grande semplicità strutturale e prestantisi, al tempo
stesso, per una infinita varietà di motivi. General-
mente il fregio che, sotto il palco a cassettoni, riqua-
drava la stanza, si componeva di motivi floreali ed ani-
mali : piante d’alto fusto s’innalzavano dalla cornice
inferiore fino ad allargarsi come un pergolato sotto
a quella superiore e negli spazi uguali che intercede-
vano fra le piante, volavano uccelli o s’arrampica-

3ii

ticato di un chiostro racchiudente un verziere e dal ba-
laustro le figure emergono a mezzo del corpo quasi
si vedessero affacciate ad un balcone, mentre fra le
piante volano uccelli d’ogni sorta e d’ogni colore.
Sono figure spesso tozze o contorte che hanno certo
un singolare valore decorativo se non proprio un pregio
artistico assoluto.

Così al terzo piano, dove la pianta del primo e del
secondo si ripete quasi senza varianti, un’altra sala,



Fig. 4 — Firenze, Palazzo Davanzati. Fregio della sala dei gigli.

vano scoiattoli, si svolgevano graticci o spuntavano
fiori.

Non era forse la stessa struttura che informava le
decorazioni non molto più tarde dei castelli dell’Alta
Italia — ad esempio di quello della Manta ove i nove
prodi e le nove eroine stanno fra le piante come sotto
una pergola ? E non era forse già nella decorazione
fiorentina l’elemento delle ornamentazioni che si svol-
sero poi, anche per mano di Leonardo, in qualche
castello della Lombardia?

Le pitture murali rimesse in luce con cura nel pa-
lazzo Davanzati ne sono dunque una prova di più e
quelle della probabile camera nuziale al secondo piano
ne sono l’esempio più insigne (fig. 3). Qui infatti il
fregio è adorno di molte figure illustranti scene d’amore
e di cavalleria : le scene si svolgono come entro al por-

quella dei gigli (fig. 4), è dipinta con sistema analogo a
quella dei pappagalli : si capisce quindi come il palazzo
Davanzati con le decorazioni ricomparse sulle sue pareti
acquisti un notevolissimo valore nella storia dell’arte
decorativa ed illustri anche alcuni particolari della vita
domestica fiorentina essendo tornati in luce vari ca-
minetti a cappa lunghissima, due scavati nel vivo del
muro, vari tabernacoletti ed incavi, un acquaio con
armadio per il vasellame ed altri accessori ormai rari
od ignorati fin qui.

A queste caratteristiche, proprie del palagio tenuto
dai Davanzati fino al 1838, il nuovo proprietario ha
voluto con grandissimo gusto unire vari esempi del
mobilio usato in Italia dal trecento al cinquecento :
cassoni nuziali, anconette, crocifissi, tavole, lavamani,
alari, scansie, arazzi, vasellame, panconi e fino un
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