L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 13.1910

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346 LISETTA MOTTA ClACCIO

i tre morti sono cadaveri ritratti realisticamente nel loro stato di disfacimento e nell’imnio
bilità propria della morte,1 laddove nell’affresco piemontese sono ritti nella tomba, quali
paurosi fantasmi, in atto di parlare e di muoversi, simili a quelli delle rappresentazioni fran-
cesi, nelle quali i tre morti sono larve vaganti, senza nemmeno l’indicazione della tomba
dalla quale sono usciti :1 2 evidentemente una simile contaminatici dei due motivi italiano e

Fig. 13 — Torino, Chiesa di San Domenico
Affresco, San Tommaso.

francese non potè essere possibile se non ad un artista dell’Alta Italia e più specialmente
del Piemonte, regione egualmente esposta alle influenze italiane e francesi.3

Woltmann, Geschichte der Malerei, I, Leipzig, 1879,
pag. 389 ; Dobbert, in Repertorium fùr Kunstwis-
senschaft, IV, 1880, pag. 9).

3 In modo assai simile all’affresco di Vezzolano rap-
presentò il Contrasto Jacopo Bellini in parecchi dei suoi
disegni (Vedere in proposito: Goi.oubkw, Les dessins de
facobo Bellini, II (Louvre), Bruxelles, 1908, Disegni
della collezione His de la Salle, B. ; C. Ricci, Jacopo
Bellini ed i suoi libri di disegni, Firenze, 1908, Il
(British Museum), f. 49v e 50; L. Venturi, Le ori-
gini della pittura veneziana, Venezia, 1907, pag. 152,
Indice del secolo xv dei disegni del libro del Louvre,
N. 91). Soltanto Jacopo, introducendo nelle sue rap-
presentazioni anche una colonna monumentale, che
manca a Vezzolano, dimostra di essersi ispirato diret-

1 In generale uno dei tre cadaveri è ancora integro,
soltanto gonfio per le fermentazioni interne ; il se-
condo è già quasi interamente scarnato e verminoso ;
l’ultimo è ridotto al solo scheletro.

2 Vedere in proposito : E. Male, L’art religieux
de la fin duM. A. en France, Paris, 1908, fig. 185, 186.

Una versione pittorica del Contrasto del secolo xiv,
affine alla nostra di Vezzolano esiste anche oltr’alpe
e precisamente in Olanda, a Zalt-Bommel, dove i tre
vivi sono rappresentati, non a piedi, come di solito
nelle pitture settentrionali, bensì a cavallo con cani,
falchi e seguito (come a Pisa), mentre i morti sono
ritratti ritti presso le loro tombe aperte (Vedere in
proposito : Michiels, Histoire de lapeinture fiamande,
Paris, 1865, voi. I, pagg. 419-423 ; Woermann e
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