L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 13.1910

Page: 291
DOI issue: DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/arte1910/0333
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
MISCELLANEA

291

Certo il disegno di Windsor è d’assai superiore ai
due degli Uffizi con cui l’abbiamo posto a riscontro ;
ma non si può dimenticare che esso fu condotto
quando Benozzo era sotto la diretta influenza-dell’An-
gelico, quando egli aveva dinanzi agli occhi i cartoni
del maestro per le storie di San Lorenzo e eli Santo
Stefano, modelli insigni per la plastica correttezza e
per l’angelica soavità dell’espressione. Che il disce-
polo, pur acquistando in forza ed in piacevolezza di
invenzione, trascurasse sempre più la precisione del
disegno appresa dal maestro appare chiaro a chi ne

tra l’Italia e la Francia all’inizio del secolo xv, un
modello di raffinatezza francese che fu sotto gli occhi
dei decoratori del Tempio Malatestiano. Ne raccoman-
diamo la buona conservazione e per l’importanza del
documento e per la rarità della statuetta fine, acca-
rezzata ben più di quel che appaia dalle fotografie qui
riprodotte, le sole che ci è stato possibile per ora di
ottenere. A. Venturi.

Girolamo Marchesi e Girolamo Genga a Rimini.

— Ad un soggiorno e ad un’opera di Girolamo Mar-

Statuetta francese nel Museo civico di Rimini.

segua lo svolgimento dei cicli pittorici onde adornò in-
faticatamente le mura, ed è logico che appaia anche
in questi disegni degli Uffizi eseguiti con quella fretto-
losa trascuranza che non è strana in un artista come
il Gozzoli, eminentemente celere e fecondo.

Roberto Papi ni.

Una statuetta francese nel Museo civico di Ri
mini. — Nel Museo si conserva una statuetta in pietra
tenera, che già adornava il sommo della porta della
demolita chiesa di Santa Caterina a Rimini.

Il pregevole saggio di scultura francese, da tutti
ignorato, è uno dei tanti elementi di scambio artistico

diesi in Rimini accennò fuggevolmente il Tonini, 1
che conobbe i documenti relativi, rimasti sinora ine-
diti. Eppure la notizia meritava maggiore interesse,
trattandosi di opera, se non insigne, cospicua : la de-
corazione della cappella maggiore nell’antica Catte-
drale riminese, la chiesa di Santa Colomba.

La pittura, compiuta nel 1516, durò poco più che
un secolo e mezzo, andando distrutta nella catastrofe
del terremoto del 1672, che seminò tante rovine, spe-
cialmente di chiese, nella città romagnola.

Singolare, fiorentissimo periodo per le arti in ge-

1 Storia di Rimini, voi. VI, parte II, pag. 232,
loading ...