Schlosser, Julius von ; Rossi, Filippo [Transl.]
La letteratura artistica — Florenz, 1964

Page: 251
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III.

CONTINUAZIONE DEGLI STUDI SU VITBUVIO

È opinione comune che il gran libro di Vitruvio, modello di in-
segnamento per tutto il Rinascimento, sia stato riscoperto nel 1414
a Montecassino ; ma, almeno ai dotti monaci, esso fu noto durante
tutto il Medio Evo. Del periodo carolingio conosciamo i pregevoli
studi di Eginardo, e i manoscritti conservati, su cui oggi poggia
la nostra conoscenza del testo, risalgono quasi a quel tempo negli
esemplari più antichi. Uno dei capitoli più importanti, la teoria
della proporzione, era stato incorporato quasi letteralmente nella
grande enciclopedia didascalica di Vincenzo di Beauvais, e nei capitoli
precedenti abbiam già detto che il Cennini ed il Villani, sia pure in-
direttamente, lo dovevano conoscere. Non dimostra invece nulla il
fatto che la teoria della proporzione sia inclusa nel libro di pittura
del Monte Athos, perché (prescindendo dall'origine più recente del-
l'insieme) questo passo deriva senza dubbio da un modello italiano
del Rinascimento. Già abbiamo potuto stabilire, basandoci sugli in-
genui plagi del Ghiberti, quanto fosse forte sul principio di questo
periodo l'influsso del modello di Vitruvio.

L'edizione principe di questo autore tanto apprezzato appartiene
naturalmente agl'incunabuli delle stamperie italiane (Roma 1486 circa,
•cfr. il Catalogo del Cicognara, n. 693; su essa si fonda l'in-folio fio-
rentino del 1496). Il principio del xvi secolo vide poi l'edizione di
Fra Giocondo (Venezia 1511 e 1513) lungamente preparata ed ornata
■d'incisioni in legno : contemporaneamente s'inizia l'opera difficile di
trascrizione nella lingua volgare con le aggiunte e gli adattamenti
del Quattrocento. Non fu stampata la traduzione di Marco Fabio
Calvo di Ravenna, ora nella biblioteca di Monaco, opera pregevo-
lissima, cominciata in casa di Raffaello ed illustrata da disegni. La
prima traduzione stampata è il bell'in-folio di Cesare Cesariano, ve-
nuto alla luce nel 1521 a Como a spese di due mecenati di Como e di
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