Schlosser, Julius von ; Rossi, Filippo [Transl.]
La letteratura artistica — Florenz, 1964

Page: 303
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III.

ORIENTAMENTO STORICO E METODO DEL VASARI

1. — IL CONCETTO STORICO DEL RINASCIMENTO

Non è possibile valutare il senso storico del Vasari, tanto lontano
dal concetto moderno e base di tutta la critica della sua opera, senza
dire qualche parola sul concetto della storia nel tuo tempo. Il mate-
riale non ci manca; il Rinascimento ha una serie di scritti su questo
argomento ; un'analisi e una visione sommaria si trovano nello scritto
del Maffei, I trattati dell'arte storica dal Rinascimento fino al se-
colo XVII, Napoli 1897. Il più antico di questi trattati è quello del
Robortella di Udine (1548), che precede di poco il Vasari. Special-
mente estesi e caratteristici, e ancora nello spirito dell'età prece-
dente, sono i cinque libri del genovese Agostino Mascardi (dal 1590
al 1640), Dell'arte Historica, stampati per la prima volta a Roma
nel 1G36 (nuova edizione di Ad. Bartoli, Firenze, Lemonnier, 1859).

Si allontana dal modo moderno di vedere anzitutto il concetto
della storia come arte, che il Rinascimento ha preso dall'antichità ; è
interessante ritrovare in Benedetto Croce quest'idea, cui egli giunge
naturalmente da altri presupposti e come a stadio di transizione. In-
fatti il concetto dell'arte che ebbe il Rinascimento, anche esso de-
rivante dall'antichità, è completamente diverso e molto più vasto
del nostro; esso non deriva dalla sfera dell'espressione attraverso la
quale oggi cerchiamo di comprendere l'essenza dell'arte, ma da quella
dell'impressione, dai suoi effetti. Anche qui vale il detto d'Orazio,
che mette lo scopo della poesia nel piacere e nell'utilità. Il valore
pratico della storia formulato già dall'antichità nel tipico aneddoto
di Tucidide, maestro dell'oratore ed uomo di stato Demostene, doveva
essere specialmente familiare in questo tempo, che vedeva nello stato
un'opera d'arte (a chi non verrebbero in mente le profonde osserva-
zioni di Jacob Burckhardt?). Per esso vale incondizionatamente il
celebre detto di Cicerone sulla magistra vitae e sulla lux verilatis
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