Schlosser, Julius von ; Rossi, Filippo [Transl.]
La letteratura artistica — Florenz, 1964

Page: 291
DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/schlosser1964/0305
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
I.

ORIGINE DELLE VITE.
RAPPORTI FRA LA PRIMA E LA SECONDA EDIZIONE

Il Vasari in persona ci racconta come sorse il suo capolavoro nella
sua autobiografia, stranamente frammentaria, scolorita e superficiale,
che si trova alla fine della seconda edizione. Il racconto della riunione
serale in casa del cardinale Alessandro Farnese a Roma nel 154G, a
cui partecipano il Giovio e Annibal Caro, e dove il primo tiene un
discorso sui pittori dal tempo di Cimabue, offre difficoltà cronologiche
d'ogni specie e sembra creato artificiosamente, come ha dimostrato
il Kallab. Il Giovio, di cui il Vasari non sembra aver conosciuto gli
Elogi degli uomini celebri (v. 1. IV) è di fatto il suo predecessore, ma
il serio interesse del Vasari a queste cose, a cui egli era ben pre-
parato grazie alla sua educazione umanistica, deve essere molto an-
teriore. Nella dedica a Cosimo I egli mette in evidenza che questo la-
voro fu preceduto da una preparazione di dieci anni. Può darsi che
anche qui abbia la sua parte l'oraziano nonum prematur in annum,
ma l'immenso materiale da lui raccolto in gran parte con la sua pro-
pria diligenza ci fa parere comprensibile quella frase, specialmente
se riflettiamo che il Vasari era già allora un artista molto occupato,
che aveva accettato ed eseguito grandi incarichi. Abbiamo dei punti
sicuri di riferimento che ci assicurano che la sua preparazione risale
almeno al 1540. Nel 1547 egli poteva effettivamente presentare ad An-
nibal Caro un saggio del suo lavoro, come risulta dalle sue lettere. La
risposta del Caro è abbastanza interessante : loda lo stile ed il conte-
nuto, critica soltanto certe particolarità stilistiche che gli sembrano in
contraddizione con la lingua naturale ; con fine tatto evita di accennare
a questo stile popolare da pittore che il Vasari si attribuisce. In que-
sto ha dato veramente il meglio che poteva, non nelle introduzioni
ampollose in cui volle fare uno sfoggio letterario. Egli stesso ci rac-
conta come la parte preparata fino allora fosse stata mandata all'a-
loading ...