L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 13.1910

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CORRIERI

Notizie d’Inghilterra.

Esposizione di antichi maestri a Londra. — Le

recenti Esposizioni londinesi sono state veramente no-
tevoli : quella delle Gallerie Grafton, rimasta aperta
molti mesi e sempre affollata, forse anche per ragioni
patriottiche, visto che il suo scopo era quello di accre-
scere i fondi della Galleria Nazionale, conteneva una
serie di quadri e disegni, per la massima parte di
scuola inglese, italiana e francese, quantunque vi fos-
sero anche preziosi esempi dell’arte tedesca, fiam-
minga, spagnola ed uno squisito saggio di pennello,
secondo il catalogo, portoghese. La scelta per questa
Esposizione delle Gallerie Grafton è stata fatta con
critica talmente rigorosa che queste sale, si può dire,
contenevano poche opere indegne del nome di capo-
lavori.

Fra le opere italiane ve ne erano molte già note
e pubblicate anche anni fa in questo periodico : per
esempio, il magnifico ritratto del cardinale Ferry Ca-
rondelet e del suo segretario (n. 65, app, al Duca di
Grafton), ritratto (fig. 1) che riteniamo ancora, come
l’abbiamo ritenuto molti anni fa,1 un capolavoro di Se-
bastiano del Piombo benché venisse esposto allora,
come ora, nelle Gallerie Grafton, sotto il nome di Raf_
faello. V'erano ancora la deliziosa Madonna col Bam-
bino su fondo d’oro e con dettagli ricchissimi, firmata
Carolus Crivellus Venetus e datata del 1472 (n. 71); 2 il
San Girolamo penitente in un paesaggio roccioso con
la data 1505 e la firma falsa Ioannes Bellinus (n. 78),3
per noi, come fu già detto anni fa.in questo periodico,
opera di Marco Basaiti ; il piccolo Bacco, composi-
zione attraente, quasi uguale a quella della Collezione
Mond, entrambi, forse, di mano di un pittore vero-
nese quantunque quello delle Gallerie Grafton fosse
esposto come opera di Giovanni Bellini ; la Circe del
Dosso (n. 87) e il Cristo che si congeda dalla madre

1 Esposizione della New Gallery, 1894, n. 243. — Archivio Sto-
rico dell'Arte, 1894-1895.

2 New Gallery, 1895, n. 32.

5 New Gallery, 1895, N. 169,

andando al Calvario (n. 72), preziosa opera del Cor-
reggio, entrambi veduti già al Burlington Fine Arts
Club nel 1894 durante l’Esposizione d’Arte Ferrarese,
e discussi a fondo dall’illustre direttore di questo pe-
riodico, prof. Adolfo Venturi.

Questi ultimi cinque quadri provenivano tutti dalla
ricca e scelta Collezione di Mr. R. H. Benson.

Era anche esposto il tondo magnifico della Collezione
Cook rappresentante V Adorazione dei Magi (fig. 2)
(n. 68) 1 ed attribuito a Fra Filippo Lippi ; il quale
tondo se non rivela in ogni parte la mano del frate,
rimane sempre una delle più importanti ed interessanti
tavole di quell’epoca, uri problema che molto importa
di vedere risolto. A questo proposito ricorderemo che
quando questo tondo si trovava ancora nella Colle-
zione Barker (venduta nel 1874), fu detto che conte-
neva ritratti della famiglia Acciainoli « per la quale
fu dipinto »: se ciò fosse vero, sarebbe importante assai
di fare qualche ricerca d'Archivio che potrebbe dare
buon frutto.

Opere del tutto caratteristiche del frate erano in-
vece le due tavole rappresentanti i santi Bernardo (o
Romualdo?) e Michele, appartenenti pure alla Colle-
zione Cook (11. 69), 2 nei quali le forme e sopratutto il
colorito danno prove incontrastabili della mano di Fra
Filippo Lippi (fig. 3 e 4). Di queste tavole il catalogo
delle Gallerie Grafton ci dà un’interessante notizia: i
due santi, comprati nel 1871 a Madrid da Sir Charles
Robinson, formavano in origine le ali di un trittico nel
centro del quale era la Madonna col Bambino. La com-
posizione intera si conosce per mezzo di uno schizzo a
penna posto in fine di una lettera scritta da Fra Fi-
lippo al suo mecenate Giovanni De’ Medici. La let-
tera porta la data 1457 ed è conservata nell’Archivio
di Stato a Firenze. La parte centrale del trittico manca
ora e perciò pubblichiamo qui la grandezza delle tavole
laterali che è di 32 pollici per xi 3/4 (111. 0.813 X 0.298) ; si
potrebbe così rintracciare la tavola mediana qualora essa
esistesse ancora nascosta in qualche collezione privata.

1 Esposto già a Burlington House nel 1875, n. 184.

2 Burlington Fine Arts Club, 1902, n . 16.
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