L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 10.1907

Page: 319
DOI issue: DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/arte1907/0360
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
BIBLIOGRAFIA

per l’altar maggiore di Santa Croce; Ire Madonne di Andrea
Vanni, di Lippo Menimi, di Simone Martini (?) ; un mira-
colo di S. Domenico, di Andrea Orcagna; un frammento di
Giovanni da Milano (5) ; una Madonna fra Santi, del mae-
stro dell’altare di S. Spirito (cui pure viene attribuita la
Morte della Vergine attribuita a Giotto nella galleria di Chan-
tilly) ; una Madonna della Cintola, sotto influssi fiorentini
(specie di Taddeo Caddi) ma forse di scuola romagnola.
Quasi lutti i quadri illustrati sono nuovi acquisti del Museo

173. Testi Laudedeo, Nuovi quadri nella R. Gal-
leria di Parma (Bollettino d'arte, a. I, fase. IV ;
Roma, 1907),

Fra i recenti acquisti della Pinacoteca di Parma, illustra
particolarmente il San Michele attribuito a Battista di Dosso,
che rimase fino al 1788 nella cappella Estense del Duomo
di Reggio e fu in quell’anno probabilmente venduto a pri-
vati per far fronte a spese di restauri. L’A. attribuisce la
drammatica tavola, dal paesaggio fantasioso, agli anni 1523-
1524, e ne considera Battista come esclusivo autore. Ad al-
cuni dubbi mossi ne L’Arte (a. X, pag. 233) circa queste
conclusioni, il T. risponde, ma non esaurientemente, in un
fascicolo posteriore del Bollettino (VI, pag. 29).

174. Venturi (Adolfo). Appunti sul Museo civico
di Verona. (Madonna Verona, a. I, pag. 49-52; Ve-
rona, 1907).

Parla della tavoletta di Bernardo da Parenzo esprimente
la Caduta di San Paolo e dei frammenti, posseduti dal Museo,
di un altare del « maestro della cappella Pellegrini ». Il V.
contesta l’origine fiorentina del plastico, e nota come tutte
le opere indicate dal Bode, a riscontro dei frammenti vero-
nesi, presentino con questi ultimi dubbie analogie : il s mae-
stro della cappella P. » è probabilmente un veronese, che
non ebbe forza per diffondere l’arte sua.

175. Villa-Urrutia (W. R. de), Corno se reco-
brarony salvaron de segura mina los cuadros de Rafael
que se llevó José Bonaparte y son hoy joyas del Museo
del Prado. (Cultura espahola, n. V, pag. 205-228; Ma'
drid, 1907).

Pagine interessantissime per la storia dei Raffaelli del
Prado, fra i quali lo Spasimo, la Madonna del pesce, la Ma-
donna. della perla. Sottratti da Giuseppe Buonaparte e tra-
sportati a Tours e a Orléans, quivi Luigi XVIII ponevali
a disposizione del re Ferdinando ; ma la stato dei quadri
escludeva la possibilità del trasporto. Onde peripezie, discus-
sioni, trattative, nelle quali i diplomatici spagnoli spiegarono
maggior arte che non nei congressi; poiché giunsero a sal-
vare i quadri, già in grave stato, da sicura ruina, determi-
nandone in quell’ occasione il trasporto in tela. Ai capola-
vori, sfuggiti all’acqua e al fuoco, sovrastò, nota l’A., più
grave minaccia per discussioni e rigorismi di accademici.

Biografia artistica.

176. Ballardini (Gaetano), Per la biografia di
tre pittori faentini dello scorcio del 500. (Rivista d’arte,
a. V, pag. 59-62 ; Firenze, 1907).

Appunti d’archivio che si riferiscono a G. B. Bertucci,
a M. A. Rocchetti, a G. B. Armenini.

319

177. Calzini (Egidio), Il pittore Don Tonnnaso
Nardmi di Ascoli Piceno. (Rassegna bibliografica del-
l'arte italiana, a. X, pag. 41-50; Ascoli Piceno, 1907).

Il C. afferma degno il Nardini di uscir dall’obblio, giu-
dicandolo fra i migliori dei pittori fioriti nelle Marche fra
la fine del Seicento e il principio del Settecento.

178. Cervellini (Giambattista), Per un elenco
delle stampe dapontiane. (Bollettino del Museo civico
di Passano, a. IV, pag. 24-35; Bassano, 1907).

Primo contributo parziale a un elenco delle incisioni di
opere pittoriche dapontiane.

179. Fabriczy (Cornelio de), Pasquino di Matteo
da Montepulciano. (Rivista d’arte, a. IV, pag. 127-131;
Firenze, 1906).

Sullo scultore, noto sopratutto come aiuto del Filarete,
sono pubblicate dal F. alcune notizie inedite, e cioè l’atto
della sua nomina a maestro di canto dei chierici di Santa
Maria del Fiore (1453) ed alcune portate catastali (1457-80).
Nell’ultima fra queste Pasquino dichiara « non fo nulla ne
guadagno alcuna cosa elle fanciulle sanza dota ».

180. Fabriczy (Cornelius von), Simone del Polla-
iuolo, il Cronaca. (Jahrbuch d. K. preuss. Kunstsannnl.,
suppl. al voi. XXVII, pag. 45-69; Berlin, 1906).

Diligentissimo prospetto cronologico della vita e delle
opere del Cronaca con relativi documenti. Simone di Tom-
maso d’Antonio nasce nel 1457 a Firenze; poco dopo il 1475
si reca a Roma. Iniziato nel 1489, su modello di Giuliano
da Sangallo, il palazzo di Filippo Strozzi, il Cronaca vi la-
vora come maestro degli scalpellini. Con Giuliano da San-
gallo, nel 1493, fa il modello per Talrio della sagrestia di
S. Spirito del quale gli è commessa l’esecuzione: forse egli
curò anche la costruzione della sagrestia su modello di An-
tonio Puliamolo. Nel 1498 è affidata a lui la direzione par-
ziale dei lavori per la sala del Consiglio nel Palazzo della
Signoria. Non risulta da documenti che il Cronaca sia l’ar-
chitetto del Palazzo Guadagni e della cjhiesa di San Salvatore
al Monte; appare invece com’egli sia stato continuamente a
servigio dell’Opera del Duomo, e appunto su modello del
Cronaca, di Giuliano da Sangallo e di Baccio d’Agnolo fu
iniziato nel 1507 il ballatoio attorno alla cupola. Il maestro
venne a morte il 27 settembre 1508.

181. Fabriczy (Cornelius von), Nanni di Miniato,
detto Fora. (Jahrbuch d. K. preuss. Kunstsamml., suppl.
al voi. XXVII, pag. 70-86; Berlin, 1906).

L’A. raccoglie molte notizie documentarie intorno alTumilc
scultore, fratello dei celebri miniatori Gherardo e Monte.
Probabilmonte Nanni fu a Pisa dal 1426 al 1428 come aiuto
di Donatello e di Michelozzo nel lavoro delle tombe del
card. Brancacci e di B. Aragazzi; nel 1430 fu a Napoli ove
forse lavorò al mausoleo di re Ladislao in S. Giovanni a
Carbonara. Di ritorno a Firenze nel 1433 lavora aHa Parte
architettonica della cantoria di Luca della Robbia 7 indi si
reca a Venezia, a Roma, a Napoli. Muore in hirenze
nel 1479.

182. Fabriczy (Cornelius von), Giovanni Minello.
Fin Paduaner Bildner vom Ausgang des Quattrocento.
loading ...