L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 10.1907

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PER LA STORIA DELL’ARTE

NELLE MARCHE

NOTO che nella varietà delle forme e delle tendenze
che dal Tronto al Foglia si contesero il campo della
pittura e si avvicendarono e si sovrapposero talvolta
alle schiette manifestazioni dell’arte locale, tengono un
posto ragguardevole quei maestri veneziani, i quali
nella diffusione delle loro opere si spinsero, lungo il
litorale adriatico, fino all’estremo confine delle Puglie.

Alla serie delle opere di questi maestri fin qui co-
nosciute ne aggiungo ora altre due, una delle quali
toglie all’ancona di Jacobello Bonomo esistente a San-
t’Arcangelo 1 il primato dell’antichità fra tutte le pitture
venete disseminate dalle Romagne a Bari.

Si tratta di un trittico su tavola, appartenente alla
Collegiata di Santa Maria di Castelnuovo a Recanati,
fino ad oggi ignoto agli studiosi. La tavola centrale
rappresenta la Vergine seduta su una cattedra di marmo, col divino figliuolo benedicente
ritto sul ginocchio destro, nell’atto in cui allunga la piccola mano su un pomo che la Madonna
regge con la sinistra. Ai piedi del trono sono inginocchiati i due donatori, mentre in alto
due angeli volanti posano una corona gemmata sul capo di Maria, riccamente vestita di
una tunica regale, dal largo bordo tempestato di gemme, stretta ai fianchi da una cintura
d’oro con magnifico fermaglio a losanga.

Nello sportello di destra si vedono in alto San Giovanni Battista, in basso Sant’An-
tonio da Padova in abito da pellegrino ; in quello di sinistra Sant’Andrea e San Cristoforo.
Il Battista reca nella mano sinistra un tondo con l’imagine dell’agnello mistico e un car-
tello scritto ; Sant’Andrea si appoggia con la destra a un’alta croce e stringe con la sini-
stra un libro riccamente rilegato.

L’identità delle singole figure, chiaramente indicata dall’iconografia, è confermata da
iscrizioni situate vicino alle teste dei quattro santi. Inoltre il piccolo Gesù, collocato sulle
spalle di San Cristoforo, mostra un cartiglio con la scritta Ego sum lus mun \ di e nel ro-
ttilo svolto, retto dal Battista, si legge : Ecce | Agnus j Dei \ Ecce \ Qui to \ lit | Pedici | ta
mun | di. mix e \ rere | nobis. Un’ultima epigrafe, la più importante di tutte, perchè ci ha
tramandati i nomi del committente e dell’autore del dipinto, corre lungo il gradino del trono
della Madonna : 1

1 P. Paoletti, Un’ancona dì Jacobello Bonomo, in Rassegna d’arte, 1903, pag. 65 e segg.

L'Arte. X, 52.
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