L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 15.1912

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RICERCHE INTORNO ALLA BADIA DI SS. FIORA E LUCILLA AD AREZZO 289

del suo stemma; non è quindi improbabile che l’anno 1478 sia veramente quello in cui il signore
fiorentino dimostrò tali liberalità verso la badia d’Arezzo e di conseguenza la data del discusso
ciborio.

Un altro ricordo del Quattrocento conserva la chiesa ed è la cassetta per custodire le

reliquie delle due Sante titolari e di Sant’Eugenio cui le associa la leggenda,' a proposito

della quale l’abate Aliotti annotò in un suo libretto: «A di 29 di luglio 1459. Ricordo che

detto dì fu fornita la casetta chio feci fare per le reliquie di Sta flora et lucilia e di santo

Eugegio. bellissima esumptuosa. Costomi la manifattura collegname lire venti. Costomi la gra-
ticola di ferro colla toppa e chiave lire dieci in tutto montò lire trenta ».2 E conservata sotto
il secondo altare a sinistra, nè il modesto lavoro, qui riprodotto insieme ad un tombolo e ad
una teca (fig. 6), meritava gli elogi onde l’abate ne accompagnò il ricordo. E alta cm. 39 e
ne presenta 68 di lunghezza per 49 di larghezza, ed è semplicemente decorata a piccole tarsie
a disegni geometrici. Nella parte anteriore si riquadrano due formelle sulle quali sono intar-
siati i nomi « S. Flore et Lucilla » e ugualmente nella posteriore con la scritta : « S. Eugegii

Fig. 6 — Cassetta delle reliquie (1459). Arezzo, SS. Fiora e Lucilla.

regis et martiris»; ai lati lo stemma dell’abate committente e due maniglie aggiunte dopo;
di sopra la graticola di ferro rozzissima.

La leggenda attribuiva a questa cassetta una maggiore antichità e la si credeva quella
con cui nell’861 sarebbero state trasportate ad Arezzo le reliquie delle Sante e di Sant’Eugenio !
Del secolo xv — mentre rimangono altre notevoli cose dei primi del Cinquecento — la badia
non ha altro: i corali e gli arredi sacri,3 di che si ha ricordo nelle carte, sono scomparsi ed

' I Boi 1 nudisti riferiscono la leggenda di queste
Sante, secondo la quale sarebbero vissute nella reli-
gione cristiana a Roma, intorno al secolo m. Un si-
gnore affricano, Eugenio (nei documenti si trova scritto
Eugegio) le avrebbe rapite ad Ostia, ma, ammirato
della eroica virtù delle due Vergini, si sarebbe con-
vertito ed avrebbe con esse ricevuto il martirio. Cosi
la leggenda, alla quale il Baronio, annotando il Mar-
tirologio romano, e i Bollandisti aggiungono che nel-
1 ’ 861 sarebbe avvenuta la traslazione dei santi corpi
da Roma ad Arezzo, e che passando il corteo presso
l’Amiata, quelle popolazioni elessero per loro patrone
Fiora e Lucilla (d’onde il nome del paese di S. Fiora).
Continuandosi quindi il trasporto verso Arezzo (qui la
leggenda ha l’epilogo comune ad altre), il mulo che
portava l’urna si sarebbe fermato a due miglia dalla
città sul luogo ove sorse il monastero distrutto nel 1196
dagli aretini. Non è inutile aggiungere la notizia tolta

dal Ms. Laur. Ashb. 1833 App., già citato, c. 101 t
(la si trova anche nella Sinossi, pag. 936, ove fu scritta
dal libretto della Biblioteca Mediceo-Laurenziana, il
quale nell’Archivio dei monaci di Santa Fiora era se-
gnato col n. 39), che l’abate concesse, con licenza del
vescovo, il 29 maggio 1456, a « Messer boso di Sforza
conte di Santa Fiora della montamiata certe reliquie
cioè una costola di S. Fiora, uno dito di S. Lucilla,
uno pezzo d’osso del braccio di Santo Eugegio » man-
date per un frate Giovanni da Bevagna dell’ordine di
Sant’Agostino.

* Ms. t.aur. Ashb. cit., c. 103 r. Lo Scarmagli
riporta completamente la notizia, ms. cit., pag. 941,
traendola dal Ms. Laur. Ahsb., di cui indica perfino
la pagina che la contiene.

3 Nella Sinossi dello Scarnagli, tolte dai libri an-
tichi, si trovano notizie interessanti. Nel 1431 fu speso
in un turribolo di rame (pag. 823); nel '33 in carte

L'Arte. XV, 37.
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