L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 15.1912

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LA COSTRUZIONE DEL DUOMO DI PISA

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di poche diecine di anni e valgano, meglio di ogni altra, le considerazioni che giustamente
condussero il Vanni ed il Lupi 1 ad assegnarle alla prima metà del XII secolo.

Le iscrizioni conservano il loro valore di documento 2 che può esser confermato anche da
altri documenti lapidei e cartacei talché la data dell’inizio della costruzione del Duomo pisano
rimane, com’era fissata, al 1063.3 Ma come procedè questa costruzione?

Si sa ormai che la prima idea della fondazione di un tempio sontuoso nacque dalla
volontà d’impiegare «l’immenso tesoro» raccolto dai Pisani nell'irruzione operata nel porto
di Palermo ove furon catturate sei grandi navi onuste di ricchissime prede e dal desiderio di
render grazie al Cielo per la fortuna delle armi pisane che dovevano iniziare il decadimento
della potenza saracena in Sicilia.

E leggendario il racconto del Tronci4 e del Martini5 riguardo ad una ambasceria che da
Pisa sarebbe andata al Papa ed al re « Enrico di Germania » per ottenere privilegi e sussidi: il

Fig. 2 — Cornici

Fianco meridionale. Pisa, Duomo.

documento su cui si fonda il Martini fu con ogni probabilità fabbricato di sana pianta da lui
ed è certamente apocrifo. Come è anche falso il documento, riferito dal Martini, secondo il
quale il Duomo pisano sarebbe sorto sul luogo in cui •minacciava rovina la chiesa di Santa
Reparata,6 ed è falsa l’epigrafe che il Martini dice esistere nelle fondamenta del Duomo di
Pisa e secondo la quale sarebbe stabilita con esattezza la data della fondazione al 25 marzo 1063.7

È certo soltanto che la preda di guerra recata da Palermo a Pisa fu destinata per deli-
berazione popolare alla costruzione d’un tempio spazioso poiché l’antica chiesa di Santa Maria 8
non sembrava più adatta alla cresciuta floridezza di Pisa.

* Alb. Vanni, Di alcune iscrizioni della Primaziale
pisana in Studi storici, Torino, Clausen, 1895, IV,
fase. Il ; Clemente Lupi, Le antiche iscrizioni del
Duomo di Pisa, Pisa, Mariotti, 1877.

2 Riguardo alla data dell’iscrizione ex merito lau-
dare che presenta gli stessi caratteri paleografici delle
altre, ragionò molto bene il Pecchiai (Gloriosa Pisa.
Roma, 1907, pag. 25-31).

5 Alcuni autori, tratti in inganno da una mala in-
terpretazione dei documenti fatta dal Mothes (Die
Banknnst des Mittelalters in Italien, Jena, Costenoble,
1882) posero intorno al 1005 la data della fondazione
del Duomo ; questa ipotesi è fondata sopra un errore
e la data della fondazione fissata dall’epigrafe e ripe-
tuta concordemente dai cronisti è discussa a torto.

Riguardo all’Episcopato di Guido e all’operaiato
di Buschetto, cfr. Maiocchi R., Guido da Pavia. Pisa,
Tip. Sociale, 1909 ; Pecchiai P., L’opera della Pri-
maziale Pisana. Pisa, Mariotti, 1906.

4 P. Tronci, Memorie istoriche della città di Pisa,
Livorno, Bonfigli, 1682, pag. 21.

s Martini, Theatrum Basilicae Pisanae, Roma, De
Rubeis, pag. 7 e seg.

6 Cfr. Maiocchi, op. cit, pag. 38 e seg.

7 Cfr. Pecchiai, op. cit. pag. 34 e seg.

8 Clr. G. Grandi, Epistilio de Pandectìs. Firenze,
1727, pag- 129.

E inutile, credo, parlare delle leggende che attri-
buiscono a San Paolo a ripa d’Arno il titolo tempo-
raneo di Cattedrale ed al suo architetto l’onore di
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