L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 15.1912

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ALBERTO SERAFINI

Matteo è un gran debitore dell’arte senese; ma al principio del Quattrocento i miniatori
locali hanno bravamente assunto delle forme locali : è in loro un’abbondanza di color azzurro,
che sconcerta e che rimarrà sempre una loro prerogativa fino alla fine del secolo. Assumono
dai senesi il grosso fogliame, modificandone tuttavia la tonalità ed il disegno: ma nelle figure
i caratteri senesi maggiormente permangono, lasciando solo piccolo adito alla maniera della
scuola eugubina. Così avviene nelle miniature dei codici di Stroncone (Terni),1 dove diversi
artisti lavorarono nei corali delle due chiese del luogo : gli uni più nettamente umbri e che
si ricollegano ai miniatori perugini di quell’epoca; gli altri con ricordi maggiormente senesi.

Questi ultimi pare abbiano lavorato nella serie della chiesa di San Niccolò, della quale
il migliore e più riccamente decorato è il Corale V.1 2 * L’artista di esso usa una preparazione
delle carni verdastra, e, qualche volta unisce i suoi ricordi senesi con quelli umbri : il Ban-
fi Andrea, della miniatura a pag. io, ha i capelli vermicolanti, e viceversa il san Giovanni di
pag. 33, colle mani lunghe affilate, il viso espressivo, scarno, ma chiaro e determinato di fat-
tezze, col disegno accurato, ricorda lavori similari senesi del principio del Quattrocento. Meno
perfetto è nella miniatura di pag. 13, dove san Niccolò di Bari è in atto di gettare la borsa

di denaro nella casa di quel padre che non avendo mezzi per mantenere le tre figliuole, pen-

sava di abbandonarle alla corruzione; e più oltre, a pag. 100, il miniatore ricade in ricordi
bizantini in una figura di pontefice. Egli usa poi nella ornamentazione delle lettere i fondi
sempre in azzurro e color rosa tenue alternati.

Il miniatore che ha lavorato nella chiesa di San Michele, si mostra più spoglio di ricordi
senesi.5 Nella miniatura (fig. 2) della lettera A del Corale III, il Redentore, fatto in una ma-
niera larga, è solenne : ma la distribuzione rimane senese con i due angeli adoranti ai lati del
Cristo. Nella parte inferiore della lettera i due apostoli recanti le solite cartelle a caratteri
cufici, già usate anche nella scuola bolognese, corrispondono ad altre simili figure 4 che vediamo
in un quadro, che sta sopra la porta che immette nel coro d’inverno nella chiesa di San Lo-
renzo di Perugia, e, che si giudica di scuola eugubina del principio del secolo XV.s In un'altra
miniatura dello stesso corale (cart. 128: Natività) l’artista si dimostra più rozzo, fa le faccie

più quadre, ed usa il colore azzurro in una tecnica più ordinaria. In questo corale le carni

1 I codici corali di Stroncone sono di doppia pro-
venienza : alcuni appartennero ad una chiesa di San
Niccolò ed altri a quella di San Michele. Pare che gli
artisti che lavorarono negli uni, non abbiano miniato
negli altri, benché lo stato dei codici ed i restauri su-
biti non permettano di dare un giudizio assoluto. I
codici sono del principio del sec. xv. Noto che non
tutti i codici, che presentemente stanno al Municìpio,
sono miniati ; e come non tutte le miniature abbiano
la medesima importanza, ma solo fra esse alcune.

2 Alla chiesa di San Niccolò appartennero il : Libro

Corale I « Libro degli Introiti feriali dalla prima do
menica dell’avvento all’ultima di Pentecoste ». Contiene
8 lettere miniate di diversa grandezza e di scarso va-
lore : solo a pag. 130 è una discreta miniatura della
Risurrezione.

Libro Corale II « Antifonario ». Delle miniature dl
questo codice, quella di pag. 2 (il Giudizio) ha la sola
parte superiore antica ; tra le altre quattro, quella a
pag. 28 (San Giovanni) ha maggiori ricordi sanesi
delle altre.

Libro Corale V. Le miniature del quale stanno a
pag. io, 13, 33, 36 (San Pietro, rovinata), 55 (lettera),
61 (due Apostoli), 67 (Santo Stefano), 100, 114 (una

Vergine).

! Alla chiesa di San Michele appartennero il Libro
Corale III « Antifonario feriale ».

Libro Corale IV, che ha caratteri più arcaici, ed è
forse il più antico della serie. « Libro degli Introiti
Festivi». Le miniature piccolette a pag. 1, 207, 210,
221 (San Michele), 230, 243, sono abbastanza accu-
rate, ma alcune subirono un rifacimento. .

Libro Corale VI «Antifonario dei Santi». Ha le
miniature a pag. 134, 160, 170 (San Michele), 343,
379. E notevole in questo codice come a carta 301 vi
fosse una miniatura, presentemente ritagliatavi, ma di
cui avanza un fregio di stile settentrionale (?).

4 Altre corrispondenze si trovano con alcune figure
dei dipinti meno antichi della cappella Paradisi, a
San Francesco cii Terni, nell’arcone (dopo il 1350); e
con gli affreschi della chiesa di Santa Vittoria in Ma-
tenano dove il pittore riproduce forme umbre stereo-
tipate, sebbene qualche volta si allontani dalle tradi-
zioni della iconografia consueta (cfr. A. Colasanti,
La chiesa farfense di Santa Vittoria di Matenano, in
Emporium, voi. 23, an. 1906).

5 È il Transito della Vergine e fu attribuito anche
a Nello.
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